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Trump sente von der Leyen sui dazi. La Corte Usa: "Sono illegali"

Guerra Iran-Usa, spiragli di accordo: Teheran attesa alla risposta sul piano americano. Colloqui su Hormuz, tensioni con Riad e razzo su base italiana Unifil senza feriti.

Trump sente von der Leyen sui dazi. La Corte Usa: "Sono illegali"
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Ore decisive per il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. Teheran dovrebbe rispondere alla proposta americana per fermare la guerra, mentre proseguono i contatti mediati dal Pakistan e si discute una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz.

La Casa Bianca punta a una svolta diplomatica, ma resta aperta l’ipotesi militare. Intanto crescono le tensioni nel Golfo: Arabia Saudita irritata con Washington, petroliere oltre il blocco e un razzo caduto nella base italiana Unifil di Shama, senza feriti.

Corte Usa boccia i dazi globali al 10% di Trump, sono illegali

 I dazi del 10% imposti da Donald Trump in febbraio sono illegali. Lo ha stabilito la Corte per il commercio americana, sottolineando che le tariffe globali generalizzate imposte dal presidente non trovano giustificazione nella legge a cui Trump ha fatto ricorso. Secondo quanto riportato dai media americani, il tribunale ha deciso con 2 voti a favore e uno contrario. Trump aveva annunciato le nuove tariffe dopo che la Corte Suprema aveva dichiarato le precedenti illegali. 

Von der Leyen a Trump, Teheran non deve avere nucleare

"Siamo uniti nel ritenere che l'Iran non debba mai possedere un'arma nucleare. Gli eventi recenti hanno chiaramente dimostrato che i rischi per la stabilità regionale e la sicurezza globale sono troppo grandi". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen, in merito al colloquio telefonico avuto con il presidente Usa Donald Trump. "Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente e della nostra stretta coordinazione con i partner regionali. Abbiamo anche discusso dell'accordo commerciale UE–USA. Rimaniamo pienamente impegnati, da entrambe le parti, alla sua attuazione. Si stanno facendo buoni progressi verso la riduzione delle tariffe entro l'inizio di luglio", aggiunge von der Leyen.

Trump sente Von der Leyen, completamente uniti su minaccia nucleare Teheran

Il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, sono "completamente uniti nel ritenere che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare. Abbiamo concordato che un regime che uccide il proprio popolo non possa controllare una bomba capace di uccidere milioni di persone". Lo ha reso noto lo stesso Trump su Truth Social.

Trump all'Ue, fino al 4 luglio per rispettare intesa commerciale o i dazi salgono

Donald Trump concede all'Unione Europea fino al "250mo compleanno" degli Stati Uniti per rispettare l'accordo commerciale siglato: se non lo farà entro il 4 luglio le tariffe schizzeranno "immediatamente a livelli ben più elevati". Lo afferma il presidente sul suo social Truth dopo la conversazione telefonica con la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen.

Media Teheran, scontro a fuoco con nemico vicino isola Qeshm

Le forze armate iraniane hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con il "nemico" nei pressi dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui "le sezioni commerciali del molo Bahman, sull’isola iraniana di Qeshm, sono state colpite durante uno scambio di fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica e il nemico".

Wsj, A.Saudita e Kuwait ripristinano accesso Usa a basi e spazio aereo

Arabia Saudita e Kuwait hanno ripristinato l’accesso delle forze armate statunitensi alle proprie basi e spazio aereo, dopo aver imposto restrizioni temporanee in seguito all’avvio dell’operazione americana per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono al Wall Street Journal fonti statunitensi e saudite, secondo cui la decisione rimuove uno dei principali ostacoli incontrati dall’amministrazione Trump nel tentativo di garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso il corridoio strategico del Golfo. La revoca delle limitazioni apre ora la strada alla possibile ripresa di "Project Freedom", l’operazione statunitense che prevede la scorta navale e aerea alle imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti americane, la missione era stata sospesa dopo appena 36 ore in seguito alle tensioni con Riad, preoccupata per il rischio di escalation con l’Iran e per le garanzie di sicurezza offerte da Washington ai Paesi del Golfo.

Cnn, Teheran impone nuove regole per transito Hormuz

L’Iran sta imponendo nuove regole per il transito nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di rafforzare il controllo sulla via marittima strategica e consolidare i propri presunti vantaggi. Secondo un documento visionato dalla Cnn, Teheran ha introdotto un protocollo che obbliga le navi commerciali a rispettare nuove procedure di autorizzazione, pena il rischio di attacchi. Il modulo, intitolato "Vessel Information Declaration", è emesso dalla nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico e deve essere compilato da tutte le imbarcazioni in transito per garantire il passaggio in sicurezza.

W.Post, Teheran può resistere fino a 4 mesi a blocco navale Usa

L’Iran sarebbe in grado di resistere per almeno tre o quattro mesi al blocco navale imposto dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz prima di subire pesanti conseguenze economiche. È quanto emerge da una valutazione riservata della Cia consegnata questa settimana alla Casa Bianca. Secondo fonti americane che hanno visionato il documento, l’intelligence statunitense ritiene inoltre che Teheran conservi ancora una parte significativa del proprio arsenale di missili balistici e droni, nonostante settimane di bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele. Il rapporto sostiene che l’Iran disponga ancora di circa il 70 per cento delle scorte missilistiche precedenti al conflitto e che sia riuscito a ripristinare quasi tutti i siti sotterranei di stoccaggio, oltre a riparare e completare l’assemblaggio di nuovi missili. La valutazione dell’intelligence contrasta con le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ieri aveva affermato che le capacità militari iraniane fossero "quasi decimate". Secondo funzionari statunitensi, invece, Teheran starebbe adattando la propria strategia per resistere alle pressioni economiche: accumulando petrolio in depositi offshore, riducendo temporaneamente la produzione per proteggere le infrastrutture energetiche e valutando l’utilizzo di rotte terrestri alternative per aggirare il blocco nello Stretto di Hormuz. Un alto funzionario dell’intelligence americana ha comunque sottolineato che il blocco "sta infliggendo danni reali e crescenti" all’economia iraniana, accusando il regime di voler "prolungare una guerra che ha già perso".

"Delfini kamikaze" in Stretto Hormuz per rimozione mine, Pentagono nega uso di Teheran

Le forze armate degli Stati Uniti non stanno utilizzando delfini kamikaze per la rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz. Una fonte al Pentagono, consultata da Adnkronos, ha negato tale ipotesi. Ma questo non significa che Washington non ne abbia. Le parole del funzionario seguono quelle del Segretario alla Difesa Pete Hegseth che, questa settimana, è stato costretto a smentire l'affermazione – a fronte delle crescenti preoccupazioni – secondo cui l'Iran avrebbe addestrato tali mammiferi per compiere attacchi suicidi contro le forze statunitensi e il traffico mercantile nell’importante via marittima. Il possibile impiego dei delfini nelle operazioni militari solleva questioni complesse, secondo gli esperti: non solo se paesi come l'Iran dispongano di animali marini addestrati, ma anche se abbiano sviluppato le competenze necessarie per operare efficacemente con essi."Per gli esseri umani, imparare a sfruttare al meglio le capacità dei delfini rappresenta una sfida", ha detto Scott Savitz ad Adnkronos, ingegnere senior presso il think tank Rand Corporation ed esperto di contromisure contro le mine. La questione non è "se gli iraniani possano o meno disporre di animali fisicamente presenti e dotati di un certo addestramento, bensì se siano stati gli iraniani stessi ad addestrarsi" per lavorare con i delfini, sostiene l’ingegnere. Savitz ha spiegato che, in passato, furono impiegati per individuare eventuali mine, ma dopo che i conflitti erano terminati. Non sono mai stati usati come kamikaze. "Le ostilità erano sostanzialmente cessate", ha affermato. "Non si cerca certo di aprirsi la strada combattendo con l'ausilio dei delfini". Durante un briefing al Pentagono, martedì, a Pete Hegseth era stato chiesto conto delle "notizie su delfini kamikaze" apparse su alcuni organi di stampa, dopo che l'Iran ha sostenuto di poter impiegare armi finora inutilizzate nel conflitto in corso da due mesi. Nel 2000, la Bbc aveva riferito che Teheran aveva acquistato in passato dei delfini addestrati per operazioni militari. Hegseth ha quindi risposto alla domanda, che sembrava scaturire da un precedente articolo del 'Wall Street Journal' secondo cui l'Iran starebbe cercando il modo di infrangere il blocco dello stretto imposto da Trump e avrebbe potuto utilizzare "delfini armati di mine" per attaccare le navi da guerra statunitensi. "Non posso confermare né smentire se disponiamo di delfini kamikaze, ma posso confermare che loro (l'Iran, ndr) non ne hanno", ha affermato il Segretario.

Pochi minuti prima che Hegseth prendesse la parola, il generale dell'Aeronautica Dan Caine ha affermato di non aver mai sentito parlare di "delfini kamikaze". "È come gli squali con i raggi laser, giusto?", ha scherzato Caine, Capo dello Stato Maggiore Congiunto, facendo riferimento ai film comici di "Austin Powers". Allo stesso tempo, da decenni, è confermato che la Marina degli Stati Uniti gestisca un programma volto all'addestramento di delfini per coadiuvare le operazioni di rilevamento delle mine. Si chiama "Marine Mammal Program" (Programma per i Mammiferi Marini) e rientra nelle competenze del Dipartimento di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (Isr) del Naval Information Warfare Center Pacific. Gli animali in dotazione al dipartimento non sono "delfini kamikaze", in quanto non sacrificano la propria vita per far detonare le mine; il loro compito è, piuttosto, esclusivamente quello di individuarle. Il programma della Us Navy che impiega questi mammiferi acquatici è attivo dal 1959 ed è incentrato sull'addestramento di tursiopi e leoni marini della California per individuare e recuperare oggetti sott'acqua. Secondo la pagina web del Marine Mammal Program, i delfini “possiedono il sonar più sofisticato noto alla scienza” e i droni sottomarini “non sono all'altezza di questi animali”. Gli Stati Uniti, tuttavia, non sono i soli a impiegare questi animali a fini militari: la Russia li ha utilizzati per sorvegliare i porti mentre, per quanto riguarda l’Iran, è probabile che i delfini acquisiti prima del 2000 siano ormai troppo anziani per essere impiegati oggi e non vi è alcuna indicazione che l'Iran disponga di un programma attivo in tal senso. Allo stesso tempo, questi mammiferi non verrebbero comunque sia impiegati in contesti di combattimento attivo, come quello attualmente in atto nello Stretto di Hormuz. Durante una missione di rilevamento, ad esempio, il delfino viaggia solitamente a bordo di una piccola imbarcazione insieme a 2 o 3 addestratori. Secondo il Naval Undersea Museum, per segnalare l'avvenuto ritrovamento di qualcosa, l'animale tocca una paletta situata a prua dell'imbarcazione; tocca invece una paletta a poppa per indicare di non aver trovato nulla. I delfini rilasciano delle "boe di segnalazione" in prossimità delle mine che hanno individuato, per aiutare i sommozzatori umani a localizzarle e disinnescarle. Durante la guerra del Vietnam, la Marina addestrò tali mammiferi per individuare nuotatori e sommozzatori che tentavano di accedere alle strutture militari. I mammiferi svolsero inoltre un “ruolo chiave” nell'individuazione e nella bonifica di mine navali nel porto di Umm Qasr durante la guerra in Iraq nel 2003.

Tesoro Usa annuncia sanzioni contro individui e società legate a Teheran

Gli Stati Uniti aumentano la pressione economica sull’Iran e sulle milizie filo-iraniane in Iraq. L'Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac) del Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato nuove sanzioni contro individui e società accusati di sfruttare il settore petrolifero iracheno e di minare la sicurezza del Paese. Tra i soggetti colpiti - si apprende da un comunicato - figura anche Ali Maarij Al-Bahadly, vice ministro del Petrolio iracheno, accusato di "abusare della propria posizione per facilitare la deviazione di petrolio destinato a essere venduto a beneficio del regime iraniano e delle sue milizie proxy in Iraq". Le sanzioni colpiscono inoltre tre alti dirigenti delle milizie filo-iraniane Katàib Sayyid Al-Shuhada e Asàib Ahl Al-Haq. "Come una banda criminale, il regime iraniano sta saccheggiando risorse che appartengono di diritto al popolo iracheno - ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent - Il Tesoro non resterà a guardare mentre l’apparato militare iraniano sfrutta il petrolio iracheno per finanziare il terrorismo contro gli Stati Uniti e i nostri partner".

Razzo colpisce un mezzo nella base italiana Unifil, nessun ferito

Questo pomeriggio un razzo, la cui provenienza è ancora in fase di accertamento, è caduto all'interno della base di Shama, sede del contingente italiano del settore Ovest di Unifil. Non si registrano feriti tra il personale italiano, solo lievi danni a un mezzo militare. Sono in corso accertamenti per valutare con precisione la provenienza del razzo e la dinamica dell'accaduto. Lo riferisce il ministero della Difesa, secondo cui il ministro Guido Crosetto è in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, il comandante del Covi e quello del contingente italiano per seguire costantemente l'evoluzione della situazione.

Media, Project Freedom sospeso per rimostranze Arabia Saudita

L'emittente NBC News ha citato due funzionari statunitensi secondo i quali il presidente Donald Trump avrebbe sospeso il 'Project Freedom' dopo che l'Arabia Saudita, uno dei principali alleati di Washington nel Golfo Persico, ha bloccato l'accesso delle forze armate statunitensi alle sue basi, tra cui la base aerea Prince Sultan, e al suo spazio aereo, impedendo lo svolgimento dell'operazione. I due funzionari statunitensi hanno affermato che una telefonata tra Trump e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman non si è riuscita a risolvere la controversia, il che ha spinto il presidente degli Stati Uniti a sospendere il Progetto.

Pakistan: in corso contatti con Teheran per Hormuz

Sono in corso contatti con la parte iraniana per discutere la situazione nello stretto di Hormuz e non ci sono ostacoli al mantenimento dei contatti o alla ricezione delle risposte. Lo riferisce una fonte pakistana all'emittente Al Arabiya, aggiungendo che è ancora possibile raggiungere un accordo. La fonte ha anche riportato che il presidente Usa Donald Trump ha richiesto una risposta iraniana rapida alla proposta statunitense e Teheran potrebbe consegnare il suo responso al Pakistan oggi.

Pezeshkian: "Ho incontrato Khamenei"

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha annunciato oggi di aver incontrato, in una data non precisata, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non è più apparso in pubblico dalla sua nomina all'inizio di marzo. "Ciò che mi ha colpito di più durante questo incontro è stata la visione e l'approccio umile e sincero della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica", ha dichiarato Massoud Pezeshkian in un video trasmesso dalla televisione di Stato. Mojtaba Khamenei, ferito nei bombardamenti del primo giorno di guerra che sono costati la vita a suo padre e predecessore nella carica di guida suprema, Ali Khamenei, si è espresso solo tramite comunicati dalla sua nomina.

Al Arabiya: in corso colloqui per riapertura graduale Hormuz

Sono in corso colloqui volti alla graduale apertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato la televisione saudita Al Arabiya, aggiungendo che nelle prossime ore si attendono notizie riguardanti le navi che sono bloccate nello Stretto. Una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che l'Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta statunitense di un accordo sul nucleare, confermando così una precedente notizia della Cnn.

Teheran offre assistenza alle navi nello Stretto di Hormuz

L'Iran offre assistenza alle navi nello Stretto di Hormuz. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Mehr, riportando che l'Organizzazione Portuale e Marittima dell'Iran (PMO) ha emesso un avviso formale rivolto a tutti i comandanti delle navi nello Stretto di Hormuz e nelle acque circostanti. Secondo Mehr, l'organizzazione offre generi alimentari, carburante, assistenza medica e servizi di riparazione limitati e autorizzati.

Islamabad: impossibile sapere quanto Washington e Teheran siano vicini all'accordo

Il ministero degli Esteri pakistano ha commentato i contatti tra Stati Uniti e Iran senza però fornire dettagli sull'accordo che, a quanto pare, si starebbe delineando tra le parti. "Accogliamo con favore la notizia di un possibile accordo, ma in qualità di mediatori, non rischieremo la fiducia delle parti rivelando dettagli", si legge in un comunicato ministeriale. "È impossibile sapere quanto le due parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti".

Teheran nega ruolo nell'attacco alla nave sudcoreana nello Stretto Hormuz

L'Iran ha negato "categoricamente" qualsiasi coinvolgimento nell'esplosione che lunedì ha provocato un incendio a bordo di una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'ambasciata di Teheran a Seul, dicendo di "respingere fermamente e negare categoricamente qualsiasi accusa" riguardante il suo coinvolgimento. 

Cnn, Teheran dovrebbe rispondere oggi alla proposta Usa

L'Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta americana per la fine della guerra, consegnando la propria risposta ai mediatori. Lo ha riferito alla Cnn una fonte regionale, sottolineando che entrambe le parti stanno facendo progressi verso un accordo per porre fine alla guerra. L'annuncio arriva dopo che il presidente americano Donald Trump aveva detto che gli Stati Uniti hanno avuto "colloqui molto positivi" con l'Iran nelle ultime ore. Ieri il presidente Trump ha detto che gli iraniani "vogliono fare un accordo", ma "non possono avere un'arma nucleare". I leader iraniani, ha aggiunto, "sono morti" e "credo che abbiamo vinto".

Wsj: "Consiglieri di Trump preoccupati per i prezzi dei carburanti"

Sale la preoccupazione, alla Casa Bianca, per l'aumento dei prezzi del carburante per aerei. Il Wall Street Journal scrive che Chris Sununu, ex governatore repubblicano del New Hampshire e presidente dell'associazione delle compagnie aeree statunitensi, avrebbe avvertito il segretario al Tesoro Scott Bessent che le tariffe aeree rischiano di aumentare ulteriormente se la guerra con l'Iran non terminerà entro breve Proprio per questo diversi consiglieri del presidente Trump ritengono fondamentale porre fine rapidamente al conflitto.

Media arabi: "Petroliere sanzionate hanno violato il blocco navale Usa"

Almeno due petroliere sanzionate dagli Stati Uniti avrebbero superato il blocco navale, secondo quanto rivela il sito sul monitoraggio marittimo TankerTrackers.com, come riporta Al Jazeera. Si tratterebbe di una petroliera utilizzata per trasportare gas di petrolio liquefatto iraniano ai ribelli Houthi nello Yemen e una petroliera iraniana. 

La Casa Bianca auspica un accordo entro la fine del viaggio di Trump in Cina

La Casa Bianca si attenda una risposta iraniana al memorandum di intesa sll'accordo per porre fine alla guerra nelle prossime 24-48 ore. Lo riferisce Axios, citando funzionari dell'amministrazione Usa. "Non siamo lontani, ma non c'è ancora un accordo", ha riferito una delle fonti. Inoltre, scrive Axios, la Casa Bianca auspica una svolta diplomatica entro la conclusione del viaggio di Trump in Cina, prevista per venerdì prossimo. Se entro quella data non sarà stato raggiunto alcun accordo, riferiscono le fonti, il presidente potrebbe prendere nuovamente in considerazione l'ipotesi di ordinare un'azione militare. Il memorandum d'intesa di una pagina, articolato in 14 punti, è oggetto di negoziato tra gli inviati di Trump — Steve Witkoff e Jared Kushner — e diversi funzionari iraniani, sia in via diretta che tramite mediatori.

Cosa c'è nella bozza di piano per la pace

Il piano di pace degli Stati Uniti prevede l'impegno di Teheran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, il via libera di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e, ovviamente, la riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz. Alcune clausole contenute nella bozza Usa, tuttavia, sono state definite "inaccettabili" da Teheran. 

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