La frase choc di Massimo Giannini, secondo cui "se un essere umano passa gli ultimi 20 anni della sua esistenza su una sedia a rotelle a non fare nulla è inutile che ha vissuto tanto" ha scatenato - comprensibilmente - un putiferio.
"Vergogna", scrive la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli sui social, "Persone che parlano in questo modo, per le quali è naturale e spontaneo dire che una persona con disabilità, o anziana, in carrozzina debba morire prima del tempo dimostrano tutto il loro disprezzo e la loro ignoranza. Calpestano la dignità delle persone, le mortificano e sono disposte a tutto pur di parlare di quello che loro reputano importante in quel momento". "Un punto indegno nella comunicazione televisiva", aggiunge la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, "Le parole pronunciate dal giornalista, che per attaccare il governo ha strumentalizzato e stigmatizzato indegnamente la condizione di disabilità e degli anziani non autosufficienti, manifestano un cinismo inaudito".
E sono intervenute anche le associazioni, con il network "Ditelo sui Tetti" che esprime "profondo dolore" per la questione: "Rappresenta un attacco diretto al valore intrinseco della vita umana e un’offesa intollerabile per milioni di cittadini, per le loro famiglie e per chiunque creda nei diritti fondamentali della persona", dice il presidente Domenico Menorello, che punta il dito anche sul "silenzio di chi conduce, che non ha ritenuto necessario prendere le distanze da un’esternazione che trasuda abilismo e cinismo". "Profonda indignazione" anche da parte di Fish-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con disabilità e famiglie "Nel pieno del dibattito, la condizione di disabilità è stata utilizzata come metafora degradante e svilente della vita umana, alimentando una narrazione offensiva nei confronti di milioni di persone con disabilità", dicono, "Un messaggio inaccettabile, che non solo ferisce profondamente le persone direttamente coinvolte e le loro famiglie, ma contribuisce ad alimentare stereotipi discriminatori e una cultura abilista che dovrebbe essere contrastata con fermezza".
Alla fine sono arrivate anche il dietrofront - a metà - dello stesso Giannini. "Apprendo con sorpresa e amarezza di una polemica che mi riguarda, a proposito di una mia frase pronunciata a diMartedi, su La7. Chiunque la riascoltasse, può rendersi conto che, parlando dell'azione del governo rispetto alle emergenze del Paese, sono partito dall'accostamento fatto da Luca e Paolo tra 'longevità' e 'immobilità'", ha detto, "Il mio ragionamento sulla vecchiaia, e sulla qualità della vita di chi attraversa quella stagione, non presupponeva in alcun modo un giudizio di disvalore nei confronti delle persone, in qualunque condizione si trovino. Per capirlo basta ascoltare le mie parole, senza l'autotune del pregiudizio politico e ideologico, che invece usano a piene mani gli agit-prop del governo, col supporto dei soliti gazzettieri di complemento. Che la mia riflessione venga trasformata in un insulto ai disabili, o addirittura in un inno implicito all'eugenetica, qualifica solo chi ha voluto declinarla in questo modo". Poi, dopo la lunga premessa, finalmente le scuse: "Se qualcuno in ogni caso si è sentito offeso, me ne scuso", dice. Per poi contrattaccare: "Ma vorrei che fosse chiara la strumentalità di certe accuse. Conosco la vera disabilità, anche per ragioni familiari. E il peso che ne porto, sul cuore e sulla coscienza, non mi consentirebbe mai di mancare di rispetto a chi la vive ogni giorno, con dolore e con amore".
"Qui di strumentale c’è solo il finto mea culpa", replica il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, che in un video si dice orgoglioso di non essere più nello stesso giornale di Giannini e smaschera la doppia morale della sinistra del politicamente corretto.
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Bonelli va in tv per chiedere alla Meloni di rispondere di quello che Trump dice del Papa, poi ci spiegano che non
bisogna usare certe parole ed essere composti, poi Minetti viene trattata da prostituta da una sinistra e nessuno si scusa, tranne Ranucci. Intanto Giannini va in tv a dare dello storpio, dell'inutile a chi è in sedia a rotelle