Paolo Zampolli, dopo essere stato suo malgrado protagonista di servizi televisivi e non solo, è passato alle vie legali contro la Rai e i vertici di Report, la trasmissione in onda su Rai Tre la domenica sera. Attraverso il suo legale, l'avvocato Maurizio Miculan, l'imprenditore ha formalizzato una richiesta risarcitoria di 5 milioni di euro indirizzata alla televisione di Stato, al conduttore Sigfrido Ranucci e al giornalista Sacha Biazzo.
Oggetto della contestazione sono i contenuti trasmessi nelle puntate del 19 aprile, 26 aprile e del 3 maggio 2026, oltre ai numerosi post estratti dai servizi e diffusi sui canali social della trasmissione, sempre molto visti. Nell’ultima puntata andata in onda domenica 5 maggio, il servizio dal titolo “La Zia d’America”, nel sito di Report viene così descritto: “Dopo il nuovo attentato a Donald Trump e la pubblicazione degli Epstein Files, Report ricostruisce la figura di Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente e fondatore dell'agenzia ID Models, attiva nello stesso circuito della Trump Model Management e della MC2 di Jean-Luc Brunel finanziata da Epstein”. Questa è una parte della lunga descrizione presente nel sito della trasmissione.
Secondo quanto esposto nel comunicato, le interviste e i servizi in questione sono ritenuti gravemente diffamatori dall’imprenditore, e basati su informazioni false o provenienti da fonti non verificate, in alcuni casi addirittura smentite da prove documentali. Considerata la visibilità internazionale di Zampolli, che da moltissimi anni è uno degli uomini di maggior fiducia di Donald Trump, e la viralità raggiunta dai contenuti sul web, il danno d'immagine è stato qualificato come di entità eccezionale.
Attualmente è stata avviata la procedura obbligatoria di mediazione presso l'Organismo di Mediazione Forense di Roma. Si tratta di un passaggio necessario che, in caso di mancato accordo bonario tra le parti, aprirà ufficialmente l’iter per un contenzioso civile presso il Tribunale di Roma.