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"Sarò con mio figlio fino all’ultimo respiro. Staccare la spina? Per me è ancora vivo"

La madre Patrizia Mercolino: "Sapevo da giorni che sarebbe accaduto. Lui è un esempio di tenacia"

"Sarò con mio figlio fino all’ultimo respiro. Staccare la spina? Per me è ancora vivo"
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«Scusi ma sono distrutta, posso stare poco al telefono». Eppure Patrizia Mercolino ha la voce ferma, la mente lucida. E c'è. C'è anche in una giornata come questa, in cui potrebbe crollare nella più totale disperazione. Lei invece «non molla», come ha detto tante volte. Ieri pomeriggio al Monaldi è rimasta fuori dalla porta della stanza di Domenico mentre il pool di cardiochirurghi visitava il suo bambino. Non ha respirato ma non si è mossa di un passo, pronta a sentire quello che già sapeva.

Patrizia, lei già si immaginava quello che hanno detto ieri i medici?

«Sì, io lo so da giorni. Da quando ho visto Domenico cambiare il colore delle palpebre. In quel momento ho capito che il mio bambino si era molto aggravato. E in cuor mio, anche se non l'ho mai detto ad alta voce, sapevo cosa sarebbe successo. Adesso sono rassegnata e non posso che seguire quello che mi hanno detto i medici».

Ora cosa deciderà?

«Non deciderò nulla. Domenico respira. E finché respira, è vivo. Lui è con me e io sono con lui».

Trascorrerà la notte al suo fianco?

«La notte non posso. Devo tornare a casa dai miei due altri figli, anche loro hanno bisogno di me e non voglio che vengano qui in ospedale. Ma per il resto, ogni momento lo passo a fianco del letto di Domenico».

In questi giorni lei è la «mamma d'Italia», il Paese intero sta seguendo la sua storia e prega per lei.

«Io vorrei solo lanciare un messaggio a tutti quanti. Vorrei che Domenico sia da esempio per tutti, come lo è per me. Esempio di voglia di vivere, esempio di tenacia e di coraggio. Dopo tutto quello che è accaduto, lui c'è ancora».

Anche lei ci sta dando una grande lezione di tenacia.

«Lui, lui, non io».

Il momento della battaglia è finito e si avvicina quello, più intimo, dell'accettazione. Si sente pronta a questo?

«Io mi sono rassegnata, so cosa accadrà. Ma sono pur sempre una mamma, quindi lotto. Lotterò fino a quando sarà necessario e fino a quando lotterà lui. Arriveremo insieme alla fine, con dignità e con delicatezza. Con tutto l'amore che posso».

Inizialmente il suo avvocato ha detto che lei avrebbe accettato l'intervento anche dal medico che ha operato la prima volta, l'unico disposto a farlo anche quando gli altri avevano detto che sarebbe stato impossibile. Ora?

«Ora no. Mi sono resa conto che sarebbe inutile e non voglio che ci sia accanimento su mio figlio. Ora seguiremo il percorso più giusto per lui».

Per accompagnarlo?

«Sì, per stare al suo fianco fino in fondo».

Ieri è tornato a farle visita il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli. Cosa le ha detto?

«Abbiamo pregato assieme. Ha detto che tornerà a farmi visita in ospedale. È stato molto gentile. Un po' parliamo e un po' preghiamo».

Sta ricevendo tante dimostrazioni di vicinanza, anche dalle istituzioni. La premier Meloni ha promesso che la sua famiglia avrà giustizia.

«Mi ha fatto molto piacere. Ieri anche il presidente della Campania Fico è arrivato in ospedale».

Cosa le ha detto?

«Mi ha chiesto scusa anche se non è colpa sua. Ha detto che avremo giustizia. Ma sono cose a cui in questo momento non penso».

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