Leggi il settimanale

Schermitrice minorenne denunciò abusi, assolti i colleghi: “Il fatto non sussiste”. La presunta vittima: “Andrò avanti”

I due indagati, accusati delle violenze durante un ritiro per nazionali, non erano presenti in aula

Schermitrice minorenne denunciò abusi, assolti i colleghi: “Il fatto non sussiste”. La presunta vittima: “Andrò avanti”
00:00 00:00

I due schermitori Lapo Jacopo Pucci ed Emanuele Nardella, accusati di violenza sessuale ai danni di una giovane collega, all’epoca dei fatti minorenne, sono stati “assolti perché il fatto non sussiste”: a pronunciare la sentenza dopo una breve camera di consiglio nella giornata di oggi, lunedì 18 maggio, è stato il gip Andrea Grandinetti.

I fatti contestati ai due atleti, che allora avevano rispettivamente 20 e 22 anni, si sarebbero verificati nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 2023 in occasione di un ritiro per nazionali giovanili di scherma che aveva avuto luogo a Chianciano Terme, in provincia di Siena. La giovane Fernanda Herrera, schermitrice per l’Uzbekistan di origini messicane, aveva sporto denuncia sia in Toscana che presso il tribunale di Roma, effettuando le visite mediche che avevano fatto scattare il protocollo previsto dal Codice Rosa.

Il giudice Andrea Grandinetti ha pronunciato una sentenza di assoluzione per i due atleti al termine della camera di consiglio, una decisione giunta a conclusione di un processo celebrato con la formula del rito abbreviato. L'esito cancella la richiesta iniziale della Procura, la quale aveva invocato una pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione per ciascun imputato: i magistrati inquirenti avevano ritenuto congrua tale quantificazione, tenendo già conto, come attenuante, del positivo esito del programma di giustizia riparativa di recente completato dai giovani atleti.

La presunta vittima, nonostante il forte impatto emotivo causato anche dalla sentenza ritenuta iniqua, ha deciso per la prima volta di mostrarsi alle telecamere per raccontare la sua vicenda e promettere battaglia legale con l’obiettivo di ottenere giustizia. “Mi chiamo Fernanda Herrera, sono una sciabolatrice messicana, sono venuta in Italia per allenarmi per le olimpiadi di Los Angeles”, spiega la giovane ai giornalisti dopo la sentenza, “ero qua con mia mamma e con la sicurezza che tutto potesse andare avanti, che avrei potuto trovare un futuro qua in Italia ma per sfortuna mi sono trovata con le peggiori persone che potessero esistere a questo mondo”

“Io non ho mai voluto far vedere la mia faccia in questi 3 anni in cui ho sofferto questa cosa, ma sono stanca e mi farò vedere perché sono orgogliosa di me e perché per tre anni a parte che per lottare per i miei risultati, per le mie tante medaglie, ho lottato per la mia giustizia e non mi fermerò mai”, promette la schermitrice, che si sta allenando in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

“Ci sono tanti casi nello sport e nel mondo in cui vogliono silenziare le donne, questo non può più succedere, prometto che andrò fino alla fine”, annuncia in conclusione, “domani devo partire perché ho una gara importante ma sarà difficilissimo dimenticare, sono qua per tutte quelle che hanno sofferto una cosa del genere e prometto che le cose non finiranno così”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica