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Suicidio assistito, cos'è e come funziona il puntatore oculare creato dal Cnr

Non potendosi più muovere autonomamente, Libera si è autosomministrata il farmaco tramite il movimento degli occhi: ecco come funziona il macchinario

Suicidio assistito, cos'è e come funziona il puntatore oculare creato dal Cnr
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Dopo tanta sofferenza per una forma molto grave di sclerosi multipla che l’ha resa completamente paralizzata dal collo in giù, adesso Libera (nome di fantasia), 55 anni toscana, ha posto fine alla sua vita così come aveva deciso e fortemente voluto, con il suicidio assistito, tramite un macchinario messo a punto per lei dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche).

Di cosa si tratta

Non potendo essere in grado da sola, con le mani, di omministrare autonomamente il farmaco letale, l’unico modo per poterlo fare era attraverso il movimento degli occhi. Per questa ragione, il Cnr ha messo a punto un particolare puntatore oculare per mezzo del quale la donna di 55 anni è riuscita a procedere in autonomia. Se non fosse stato per questo macchinario, Libera non sarebbe riuscita a porre la fine che voleva perché, tecnicamente, se fosse stato qualcun altro a somministrare il medicinale sarebbe stata una forma di eutanasia, non consentita in Italia.

Come funziona il macchinario

Dopo l’ok del tribunale di Firenze, le è stato consegnato un macchinario che le ha consentito di iniettare il farmaco tramite un puntatore oculare collegato a una pompa per l’infusione. In pratica, Libera aveva davanti ai propri occhi lo schermo di un computer tramite il quale ha iniziato la procedura finale. Un puntatore (come quelli del mouse) veniva spostato con il movimento dei suoi occhi.

Sullo schermo le è apparsa la scelta finale: avrebbe potuto bloccare tutto (sempre con il movimento oculare) o andare avanti con la procedura. In questo secondo caso Libera si è trovata davanti l’opzione per la somministrazione del farmaco: prima di attivarla, le è stato domandato per tre volte se fosse convinta della scelta e per tre volte ha risposto di sì.

A quel punto, ecco che si è attivato il dispositivo collegato direttamente con un deflussore, un tubo che permette la somministrazione di un dato farmaco al paziente. Una volta aperto, il farmaco è fluito nel suo organismo.

Ad assisterla, oltre a un medico che ha materialmente preparato il farmaco e le è stata accanto nei vari passaggi, anche i suoi familiari. Il puntatore del Cnr è pensato, dunque, per i pazienti che hanno malattie degenerative, o che hanno subito traumi, e non in grado di eseguire movimenti.

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