Adenocarcinoma polmonare. Papa Leone è stato sottoposto ieri pomeriggio a un intervento «radicale» durante il quale gli «è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro». Lo hanno riferito i medici del Gemelli, in una nota diffusa in tarda serata dal Vaticano. La tecnica utilizzata, hanno spiegato, è stata mininvasiva, ovvero videoassistita. «L’esame istologico estemporaneo si legge ancora - ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori». Papa Leone «è stato in sala operatoria per circa 3 ore, la durata dell’intervento è stata di circa 90 minuti», si legge ancora nel bollettino medico. «L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze». In serata, fonti vaticane hanno fatto sapere che «il Papa ha chiesto la cena». «Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10° piano», si legge ancora nel bollettino vaticano. Già oggi potrebbero arrivare i primi esami post-operatori mentre per l’esame istologico occorrerà qualche giorno.
Il Papa è arrivato al Gemelli alle 13.08 a bordo del suv Ford targato Scv1, accompagnato dai due segretari, mons. Edgard Iván Rimaycuna Inga e don Marco Billeri. Sorridente e sereno, è entrato dall’ingresso principale, proprio con la volontà di mostrarsi in tutta la sua umanità, un Papa che dopo aver annunciato all’Angelus di avere un nodulo al polmone da rimuovere arriva al Policlinico come un «malato» chiunque. Il Pontefice è stato accolto da una folla di pazienti, curiosi e stampa internazionale: lunghi applausi e un’accoglienza calorosissima, segnale di sostegno e vicinanza al Pontefice statunitense in un momento così delicato. Il ricovero al decimo piano del Gemelli ma non negli stessi spazi utilizzati dai precedenti Pontefici. I locali, infatti, sono in ristrutturazione.
Alle 18 il cardinale Baldo Reina presiede un rosario nella Cappellina del Policlinico Gemelli per la salute del Santo Padre. «Dio sostenga il nostro Vescovo», dice aprendo la preghiera.
Poi l’intervento in sala operatoria, che tiene per alcune ore con il fiato sospeso la Chiesa intera. Alle 19.48 il Telegram della sala stampa vaticana fa tirare un sospiro di sollievo. «L’intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e il Santo Padre è rientrato in stanza».
«Seguiamo le notizie sul Papa senza drammatismi», ha commentato l’Elemosiniere, il vescovo agostiniano Luis Marín de San Martín, confratello e amico del Pontefice. Colpito dalla «serenità» con cui il Papa ha dato l’annuncio di questo intervento si è detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. «Siamo fiduciosi e naturalmente lo accompagniamo tutti con la nostra preghiera e con il nostro affetto», ha detto. «Preghiamo con tutta la comunità e con tutti i bambini di Gaza. Tutti siamo veramente commossi per la notizia», ha detto al Sir il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, esprimendo la vicinanza della comunità cristiana locale al Papa. Anche i Lefebvriani hanno assicurato preghiere e vicinanza. «Rimaniamo uniti nella preghiera per il Santo Padre e per tutta la Chiesa, la cui legge suprema è la salvezza delle anime».
