C’è una svolta che potrebbe rivelarsi fondamentale nel giallo della minicar di Roma e delle aggressioni ai passanti per strada.
Un uomo si è presentato dagli inquirenti per denunciare il furto della propria auto, che corrisponderebbe alle caratteristiche di quella responsabile delle aggressioni dei giorni scorsi. Stesso colore e tipo di mezzo.
Si cercherà di capire se c’è corrispondenza tra l’auto rubata e quella che ha seminato il panico nelle strade tra Monteverde Vecchio e Testaccio. Chi indaga dovrà ora disporre una serie di verifiche alla luce di quanto messo nero su bianco dal proprietario della minicar rubata. Intanto, restano gravi ma stabili le condizioni di salute dell’attore Davide Iacopini, ricoverato e monitorato in terapia intensiva all’Ospedale San Camillo di Roma, con prognosi ancora riservata.
Gli inquirenti, coordinati dal pm Ambrogio Cassiani, dovranno chiarire se l’auto fosse nella sola disponibilità dell’uomo o fosse usata anche da suoi familiari. Al momento, chi indaga non ha il numero di targa del mezzo utilizzato per i blitz e in questo ambito risposte potrebbero arrivare dall’analisi delle telecamere presenti anche nelle zone limitrofe a dove sono avvenute le aggressioni.
Agli atti dell’indagine ci sono almeno cinque denunce. L’ultima in ordine di tempo è quella di un 67enne che ha raccontato di essere stato avvicinato da una microcar di colore nero: il passeggero lo ha colpito al fianco con un tubo in plastica. La modalità è simile per tutti: portiera aperta di colpo, una spinta, un calcio e poi la fuga.
In molti gruppi social di cittadini - alcuni che fanno riferimento proprio al quartiere teatro delle aggressioni - è un vero e proprio tam tam sugli sviluppi dell’indagine in cui si procede per tentato omicidio. La rabbia è il sentimento prevalente. «Li devono arrestare» taglia corto un utente mentre c’è chi mette in luce il fatto che l’auto utilizzata, un mezzo elettrico, ha costi elevati. «Io genitori che hanno acquistato una minicar nera al proprio figlio si facciano venire qualche scrupolo di coscienza e denuncino» si legge su un gruppo Facebook. «Gli converrebbe costituirsi» aggiunge un iscritto al gruppo. Altri si spingono a fornire elementi per le indagini. Gli inquirenti «dovrebbero controllare i tanti che si fermano la notte nei locali nella zona di viale dei Colli Portuensi. Fanno casino e sono quasi tutti dotati di microcar nera» assicura un utente nei commenti.
