Angelo De Simone ha 55 anni, è primo dirigente della Polizia di Stato e da tempo guida il commissariato Garibaldi-Venezia. Viene da Corcumello, una frazione di Capistrello, in Marsica, e il paese d’origine gli ha mandato solidarietà nei giorni scorsi, come si fa quando uno dei tuoi finisce sui giornali per aver preso un sampietrino in testa e non essersi fermato. È un dettaglio piccolo, ma dice qualcosa: non è uno di quelli che spariscono quando la giornata diventa brutta.
Prima ha diretto il commissariato Greco-Turro, poi, promosso primo dirigente, nel 2020 è andato a Novara a capo della Divisione Anticrimine della Questura. Dopo il Covid è tornato a Milano. Ha gestito centinaia di eventi critici: cortei, tifoserie, manifestazioni che partono ordinate e finiscono in altro modo. È uno di quelli che aiutano sempre tutti, senza bisogno di dirlo e senza farne una questione. Lo sanno i colleghi, lo sa chi ha avuto bisogno di lui nei momenti in cui serviva qualcuno che tenesse il filo senza alzare la voce.
Sabato pomeriggio, in piazza Duomo, durante gli scontri nati dal corteo di “Italia in Piazza”, un sampietrino gli arriva in testa. Ferita profonda. Nelle immagini di Corriere Tv lo si vede che si tampona il sangue con un fazzoletto e continua a coordinare il servizio d’ordine. Non molla. A chi gli sta intorno dice, secco, senza teatralità: «Si può considerare tentato omicidio». Non è una frase da comunicato, è una frase detta da un poliziotto ferito mentre tiene ancora il servizio.
Lo medicano in ospedale, qualche punto. Domenica è già di nuovo al lavoro.
Sabato, si sa, la giornata era quella che era. Circa cinquemila persone al corteo, poi i gruppi di giovanissimi che si staccano, si muovono a sciami, richiamati dai video su TikTok, senza capi riconoscibili. Barricate, lanci, saccheggi di negozi, un bagno chimicoin fiamme, vetrine spaccate tra Duomo, via Torino, Cordusio e San Babila. Bilancio della serata: 72 persone accompagnate in Questura, 16-17 arresti (di cui almeno cinque minorenni), 22 denunciati, 104 feriti tra le forze dell’ordine medicati, una decina tra i manifestanti. Danni stimati da Confcommercio oltre il mezzo milione di euro tra rotture e mancati introiti. Domenica i disordini sono ripresi, con altri giovani portati in Questura per identificazione.
Sempre sabato, verso le 20, in via Mazzini, un dirigente grida ai ragazzi rimasti: «Avete fatto feriti, devastazioni e altri reati, che altro volete fare?». Se fosse lui non si sa, ma potrebbe essere. Per ora nessuno risulta identificato o denunciato per ilsampietrino che lo ha colpito.
Domenica è stato anche peggio, soprattutto se si considera che la manifestazione e il corteo non c’erano e la città è stata messa a ferro e fuoco dal pomeriggio fino a tarda sera da gruppi di giovani. Il bilancio parla da solo: circa 160 giovani portati in questura l’80% dei quali risulta minorenne.
Angelo De Simone è rimasto in mezzo, ferito, a tenere. E sabato, quando la guerriglia di Milano ha avuto inizio, è stato senz’altro l’eroe della giornata. Oggi era già tornato al lavoro. Non ha chiesto niente e non ha spiegato niente. Ha fatto quello che fa sempre.
