Nove miliardi di investimenti senza finanziamenti pubblici, una nuova pista e un nuovo terminal: Fiumicino disegna il suo futuro e punta a raddoppiare i passeggeri, fino a raggiungere quota cento milioni entro il 2046. Il Piano di Sviluppo del Leonardo da Vinci mette sul tavolo una delle grandi sfide infrastrutturali del Paese. E cioè dare spazio alla crescita del principale hub italiano contenendo il consumo di suolo e migliorando i collegamenti con la Capitale. Innovazione, sostenibilità e attenzione all’esperienza del passeggero sono d’altronde i pilastri su cui Aeroporti di Roma, società del Gruppo Mundys che gestisce gli aeroporti Leonardo da Vinci di Fiumicino e Giovan Battista Pastine di Ciampino, ha costruito negli anni la propria idea di aeroporto del futuro. Una visione che coniuga l’efficienza operativa e la qualità dei servizi con iniziative di valorizzazione della cultura italiana e di opere di respiro internazionale. Fiumicino gode di una forte reputazione internazionale. Da quasi un decennio occupa stabilmente le posizioni di vertice nelle classifiche internazionali ed è tra i soli due aeroporti dell’Unione Europea a potersi fregiare delle prestigiose 5 Stelle Skytrax. Nell’ambito del Piano Nazionale Aeroporti, predisposto da ENAC e presentato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, uno dei progetti prioritari è il Masterplan di Fiumicino elaborato per accompagnare la crescita dello scalo
e rispondere a una domanda stimata in circa 100 milioni di passeggeri all’anno entro il 2046. Una prospettiva coerente con gli indirizzi del Piano Nazionale Aeroporti, che stima una domanda complessiva a livello nazionale di circa 305 milioni di passeggeri annui entro il 2035, evidenziando la necessità di adeguare la capacità delle principali infrastrutture aeroportuali del Paese. Il Piano di Sviluppo di Fiumicino raccoglie consensi trasversali, mentre la concorrenza con gli aeroporti internazionali rende sempre più urgente passare dalla visione alle opere. Il progetto ad oggi è ancora in una fase di istruttoria al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. «Abbiamo a Roma un aeroporto bellissimo ma oggi Instambul ci sta facendo una concorrenza spietata, con un’infrastruttura aeroportulae realizzata in pochissimo tempo. E la concorrenza arriverà anche dal Portogallo con Lisbona», ha osservato Giuseppe Conte all’evento «Insieme per il futuro di Roma e del Lazio», promosso dall’Osservatorio Riparte l’Italia. Per l’ex premier occorre guardare oltre il confini: «Abbiamo davanti a noi il Mediterraneo e l’Africa che può rappresentare un mercato in crescita. Dobbiamo pensare a infrastrutture così importanti per il nostro futuro in una dimensione internazionale». Il punto sta proprio qui. Il futuro del Leonardo da Vinci riguarda l’intero sistema economico italiano. «Sulla quarta pista dell’aeroporto Leonardo da Vinci il sindaco di Fiumicino, di centrodestra,
è favorevole; il sindaco di Roma, di centrosinistra, è favorevole; la Regione Lazio è favorevole e lo è anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Forse manca un pezzo molto importante, che sta dalle parti di Piazza Colonna. Credo che questo allineamento astrale di istituzioni di centrodestra e centrosinistra su un grande progetto rappresenti un punto importante», ha dichiarato Antonio Misiani, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato. «Non possiamo immaginare che lo sviluppo possa essere considerato una questione locale», ha sottolineato Paola De Micheli, deputata Pd ed ex ministra delle Infrastrutture. A dare la misura della posta in gioco sono i numeri dello scalo: 51,3 milioni di passeggeri nel 2025, il 18% in più rispetto al 2019. Il Piano di Sviluppo prevede quindi quattro miliardi per mantenere gli standard delle strutture esistenti e cinque per realizzare le nuove opere, tra cui un quarta pista e un terminal da 35 milioni di passeggeri l’anno, con interventi progressivi legati all’aumento effettivo della domanda e al completamento dei percorsi organizzativi. «Non dare sviluppo al nostro sistema aeroportuale sarebbe un errore strategico. Il Lazio, grazie a Fiumicino, è diventato centrale a livello europeo», ha concluso l’assessore regionale alla Mobilità Fabrizio Ghera.
