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Attualità

“Il cane è stanco”. Intervento del soccorso alpino a 2.100 metri

Ogni anno vengono soccorsi 1.700 animali. E se serve si usano anche i droni

Tra i sentieri L'intervento per mettere in salvo il cane esausto

Stavano scendendo. Era già sera e finalmente fresco. Pian della Mussa, valli di Lanzo, nel torinese, a mezza via fra Balme e il rifugio Gastaldi. Qui il tramonto a quota 2100 dà il suo meglio, ma qualcosa nel respiro del loro pastore del Caucaso ha fatto scattare l’allarme. Il quadrupede era esausto e con i suoi 50 kg è stato chiaro ai padroni che, da soli, non ce l’avrebbero fatta a smuoverlo fino a valle, altre 2 ore di cammino. È cosi che una coppia di escursionisti ha fatto intervenire il Cnsas, Soccorso alpino e speleologico del Piemonte che, con una squadra di 8 persone, li ha raggiunti e messo in barella il cane dopo averlo lievemente sdato.

La notizia fa discutere? In realtà interventi per salvare animali - e non solo i padroni - non sono cosi infrequenti: «In un anno capita almeno una decina di volte» precisano dal Cnsas Piemonte: «Si procede per priorità che va sempre all’uomo, ma il pericolo può avere tanti volti». Anche un muso stanco di pelo nero. «Se ci occupiamo di animali, si tratta spesso di evacuare capi o carcasse di gregge». In casi come quello di lunedì di solito intervengono vigili del Fuoco e protezione Civile, ma l’altra sera l’intervento è stato girato alla stazione del Cnsas. «I padroni stavano bene, ma non si trattava solo di una cane stanco. Psicologicamente e fisicamente tutto poteva evolvere in tragedia nel breve. Anche pensare di scendere per recuperare rinforzi ed abbandonare il cane non sarebbe stato saggio: avrebbe potuto aggredire altri escursionisti o sviluppare più aggressività nel suo dolore». In Piemonte sono 1.200 i volontari divisi in 4 stazioni: eseguono circa 1.700 interventi l’anno. A maggio, alle Caldaie del Sesia, furono impiegati anche i droni per individuare un cane che si era perso. «Sui sentieri succede è tollerato anche se sconsigliato - che i cani camminino senza guinzaglio: si perdono e rischiano di finire nei dirupi».

È del 2016 la legge sulla compartecipazione alle spese per gli interventi di soccorso. Ogni Regione ha deliberato in maniera autonoma. Il Piemonte è una delle Regioni più «morbide»: si interviene sempre e si evita di aprire contenziosi che potrebbero portare a ricorsi e a spese legali più alte. Salvare tutti: l’uomo ma anche il suo più fedele amico.

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