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Attualità

Lasciate in pace Sgarbi

Nessuno, famoso o sconosciuto, merita di vedere la propria malattia trasformata in una puntata del sabato pomeriggio, con i referti e lo stato civile (presunto) commentati in studio

Sgarbi

Vittorio Sgarbi è in terapia intensiva. Basterebbe questo per chiedere silenzio, e invece ieri pomeriggio la sua cartella clinica è finita in televisione, letta diagnosi per diagnosi davanti a milioni di spettatori. A farlo è stata la figlia Evelina, ospite di Verissimo, su Canale 5. È l’ultima goccia di uno stillicidio che dura da settimane (anzi, da mesi) e che Vittorio non merita. Non ripeteremo qui quelle diagnosi, perché non ci appartengono. Appartengono a Vittorio, e a lui soltanto, ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma. Essere figlia dà molti diritti, ma non quello di spalancare al pubblico la stanza di un padre che non può parlare né replicare. La riservatezza di un padre malato non si eredita: si custodisce rigorosamente, in silenzio. Dimentichiamo per un momento il personaggio televisivo, le polemiche e le «capre». In quel letto c’è un uomo come tutti, con il corpo molto affaticato e la dignità del tutto intatta. Nessuno, famoso o sconosciuto, merita di vedere la propria malattia trasformata in una puntata del sabato pomeriggio, con i referti e lo stato civile (presunto) commentati in studio. Quanto alle questioni ereditarie e ai contrasti di Evelina con la compagna Sabrina Colle, francamente non ci interessano. Sono faccende private, e tali dovrebbero restare, tanto più mentre Vittorio lotta per la vita in un reparto d’ospedale. Le liti hanno le loro aule; un salotto televisivo non è una di queste. A noi interessa una cosa sola: che Vittorio, che tanto amiamo e rispettiamo, esca da questa notte. Ha passato la vita a difendere la bellezza, spesso contro tutti, senza mai risparmiarsi. Combatta anche stavolta, con la stessa ostinazione. Lo aspettiamo, e intanto gli chiediamo scusa per questo fastidioso rumore.

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