Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:47
In evidenzaAggiornato alle ore 17:47
Attualità

Lo sfogo virale di Mik Cosentino contro Lepore: “Per gli italiani nessuno scende in piazza”

L’ex nuotatore attacca il sindaco dopo le violenze per la morte di Fakir: “L’indignazione cambia in base alla convenienza politica”

Mik Cosentino

E’ diventato virale lo sfogo di Mik Cosentino. L’ex nuotatore, oggi imprenditore, ha pubblicato un video sui suoi profili social per commentare quanto accaduto negli ultimi giorni a Bologna, mettendo nel mirino il sindaco Matteo Lepore ma non solo: “Quindi fatemi capire come funziona. A Bologna uno straniero ammazza un capotreno italiano e nessuno dice un cazz*. Muore poi un pluripregiudicato, con condanne per traffico di droga, rapina, resistenza, lesioni e spaccio, e bruciano l’intera città di Bologna. Ma gli italiani, ragazzi, dove cazz* sono? In diciotto mesi, a Bologna hanno ammazzato un capotreno, una mamma di due figlie e una coppia è stata accoltellata e sgozzata in casa. E per nessuno di loro è stata bruciata una macchina. Per nessuno di loro il sindaco Lepore è sceso in piazza, ovviamente. Poi, però, muore Fakir durante un arresto, la città brucia e succede il bordello: 64 agenti in ospedale, auto del Comune incendiate e guerriglia per tre notti”.

Cosentino ha poi parlato dei problemi con la giustizia di Fakir e ha sottolineato che durante il fermo di domenica “ha morso anche un agente a una gamba, causandogli undici giorni di prognosi”. Dopo una doverosa precisazione – “ attenzione, ragazzi: nessuno merita di morire, sia chiaro, e mi dispiace veramente che sia morto” – ha aggiunto: “Chi fa il criminale di mestiere, però, si assume anche i rischi del mestiere. Esattamente come un funambolo sa di poter cadere e un artificiere sa di poter saltare in aria. Se scegli di vivere fuori dalla legge, combattendo contro la polizia, sai che il rischio fa parte del pacchetto”.

Cosentino ha dunque citato alcuni recenti casi di cronaca nera che hanno visto come vittime cittadini italiani: “Adesso facciamo i nomi di chi è morto nel silenzio e di cui nessuno si è interessato. Alessandro Ambrosio, 34 anni, capotreno italiano. Nessuno ne ha parlato. È stato accoltellato il 5 maggio 2026 alla stazione di Bologna da un criminale croato che non avrebbe dovuto neanche essere a piede libero”. E ancora i casi di Tania Bellinetti e della coppia formata da Luca Gombi e Luca Monaldi. “Per nessuno di loro è successo un cazzo”, l’accusa di Cosentino: “Il sindaco Lepore non è sceso in piazza per il capotreno ammazzato mentre lavorava. Non ha detto una singola parola per la mamma buttata giù dal balcone e non ha organizzato niente neanche per la coppia aggredita in casa. Ma per un pluripregiudicato straniero, che ha morso un poliziotto durante il fermo, ha trasformato Bologna in una zona di guerra”.

“Questo perché questa gente sceglie volontariamente per chi indignarsi, in base alla convenienza politica. E fanno schifo”, il pesante affondo: “Perché il sangue di un lavoratore italiano, di una madre italiana e di due italiani incensurati, per loro non vale niente. Vale solamente il sangue di chi porta voti e visibilità. Questo è letteralmente il doppio standard più schifoso della politica italiana. E Bologna ne è ormai diventata il simbolo mondiale”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.