Nuovo colpo di scena nel caso del giovane giornalista del vicentino, Adriano Cappellari, che ha architettato un attentato contro se stesso per attirare l’attenzione e cercare di andare avanti in quel lavoro che sognava di fare. Il giovane si è scusato, ha ammesso tutto ai carabinieri, che avevano avviato le indagini per fare luce su quella che sembrava una minaccia camorristica ai danni del giornalista, con tanto di lettera minatoria che menzionava anche don Maurizio Patriciello e Giorgia Meloni, che gli aveva espresso solidarietà. A Cappellari venne affidata anche una scorta dei carabinieri ma sono bastate poche settimane di indagine per capire che era tutta una montatura. A tutto questo si aggiunge una lettera minatoria che Cappellari avrebbe scritto per far annullare la presentazione del libro di Sigfrido Ranucci a Enego.
Cosa c’entra Sigfrido Ranucci in questa vicenda? Il giovane cronista aveva partecipato a una puntata di Report in qualità di testimone ma la sua esperienza si era chiusa lì. Non è chiaro quale fosse lo scopo di quella minaccia contro il conduttore di Report, ma gli investigatori sembrano non avere dubbi sulla paternità: l’avrebbe ammesso lo stesso Cappellari nel corso dell’interrogatorio davanti alla pm di Vicenza Alessia Grenna avvenuto la settimana scorsa. Lo riferisce il Giornale di Vicenza, secondo il quale il giovane avrebbe ammesso di aver fatto recapitare la missiva al fornaio del paese pochi giorni prima della svolta nelle indagini con le perquisizioni nella sua abitazione. Una minaccia poi arrivata alle forze dell’ordine e l’amministrazione comunale che hanno deciso di cancellare l’incontro pubblico.
“Fate saltare l’appuntamento a Enego con Sigfrido Ranucci altrimenti facciamo ‘saltare’ lui”, si legge nel messaggio che poi è arrivato fino al Comune vicentino e alle forze dell’ordine, che hanno deciso di annullare tutto per la sicurezza del conduttore ma anche di chi sarebbe andato a sentirlo. “Siamo pronti ad accogliere Adriano Cappellari, ma non a Caivano: qui stiamo portando avanti un importante lavoro sulla legalità e sarebbe controproducente sia per lui che per noi accoglierlo. Ci sono confratelli in Sicilia che saranno lieti di offrirgli un’opportunità in una comunità, ho già parlato con loro”, ha dichiarato don Patriciello, accogliendo l’appello del giornalista a essere accolto da lui. Secondo don Patriciello, Cappellari “come tanti giovani, è stato vittima della smania di apparire sui social. Ammettere e scusarsi era l’unica cosa da fare e sono contento che sia stato ben consigliato dal suo avvocato”.
