Il futuro del Lago di Como passa anche da Lecco e dalla sua provincia. È qui, tra i borghi della Valsassina, i sentieri di montagna, le località dell’Alto Lago e le sponde del ramo orientale, che prende forma una nuova idea di turismo: meno concentrata nei mesi estivi e nelle destinazioni più frequentate, più attenta alle peculiarità del territorio e capace di offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la stagionalità da limite a opportunità, puntando su cultura, enogastronomia, cammini, benessere e ritmi più lenti. Una strategia che coinvolge l’intero Lago di Como, ma che per il Lecchese rappresenta un’occasione importante per mettere in luce un patrimonio spesso meno visibile rispetto alle mete più celebri del territorio lariano. A coordinare le iniziative è la Camera di Commercio di Como-Lecco, insieme agli operatori pubblici e privati, chiamati a lavorare in sinergia per rafforzare l’attrattività della destinazione e, nello stesso tempo, governare i flussi turistici con maggiore consapevolezza. La sfida è superare il modello che concentra visitatori e opportunità economiche in pochi luoghi e in periodi circoscritti, distribuendo i benefici del turismo anche nei centri minori. In questa prospettiva, la provincia di Lecco può giocare un ruolo da protagonista. Come spiega Debora Massari, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda: «La capacità di attrarre visitatori durante tutto l’anno nasce dalla qualità dei luoghi e dalla loro identità. È una strada che conosciamo bene anche in Lombardia: valorizzare borghi, cammini, produzioni locali, paesaggi e patrimoni culturali significa distribuire meglio le opportunità economiche e offrire esperienze più autentiche. Il turismo contemporaneo cerca sempre meno destinazioni da consumare e sempre più territori da conoscere.La scelta di investire su percorsi, artigianato, cultura ed enogastronomia va in questa direzione, perché mette al centro ciò che rende unico un luogo. È così che la crescita delle presenze può tradursi in valore per le comunità, sostenendo le economie locali e rafforzando il legame tra visitatori e territorio».La Valsassina, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni locali, offre le condizioni per sviluppare un turismo legato alla natura e alle attività all’aria aperta. I cammini e i percorsi in quota possono diventare strumenti per scoprire il territorio con lentezza, mentre i piccoli centri affacciati sul lago custodiscono scorci, storie e identità da valorizzare ben oltre la stagione estiva. Accanto al paesaggio, c’è il patrimonio culturale ed enogastronomico. L’artigianato, le produzioni locali e il saper fare che caratterizza le comunità del territorio possono contribuire a costruire proposte capaci di coinvolgere il visitatore in un’esperienza più completa, fatta non soltanto di panorami, ma anche di incontri, sapori e tradizioni.Un’altra direttrice riguarda l’apertura invernale delle ville storiche e la creazione di nuovi itinerari esperienziali. L’intento è ampliare l’offerta nei mesi di minore affluenza, offrendo motivi concreti per scegliere il Lago di Como anche fuori dall’alta stagione. Per il Lecchese, questo significa inserirsi in una rete territoriale più ampia, facendo dialogare le attrattive culturali con quelle naturalistiche e con le opPanorami Da sinistra, in senso orario: un panorama di sera di Corenno Plinio Dervio (creditsComune di Dervio, foto Silvio Sandonini); un’altra veduta di Corenno; qui sopra, vista sul Lago di Como dal rifugio di Menaggio; sotto, i Piani Resinelli. In basso da sinistra: Villa Monastero a Varenna; una veduta di Bellano; trekking sul Lago di Como; l’Orrido di Bellano (credits-inLombardia) I cammini e i percorsi in quota possono diventare strumenti per scoprire il territorio con lentezza, mentre i piccoli centri affacciati sul lago custodiscono scorci, storie e identità da valorizzare ben oltre la stagione estiva portunità legate al benessere. La necessità di cambiare passo nasce dalla crescita delle presenze turistiche, spesso concentrate in poche località e nei periodi di punta. Una pressione che rende indispensabile un modello più equilibrato, capace di tutelare la qualità della vita dei residenti e di sostenere le economie dei piccoli centri.La prospettiva è rivolta sia ai mercati consolidati, come quelli europeo e statunitense, sia alle nuove provenienze internazionali, dal Medio Oriente all’Asia. Ma la vera partita si gioca innanzitutto sulla capacità di raccontare un lago diverso: meno affollato, più genuino, dove anche la provincia di Lecco non sia soltanto una cornice panoramica, ma una destinazione da vivere in ogni stagione. Per il territorio lecchese, dunque, la destagionalizzazione non è soltanto una strategia turistica.È l’opportunità di valorizzare le proprie identità, distribuire meglio le presenze e trasformare la ricchezza del patrimonio locale in una risorsa stabile per le comunità. Un modo nuovo di vivere il Lago di Como, con Lecco al centro di una sfida che guarda al futuro.

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