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Attualità

Tre ore di intervento, tutto liscio. Già oggi Prevost potrà camminare

I robot mini invasivi, la notte in stanza e lo staff medico di fiducia

Sala operatoria Il chirurgo toracico Stefano Margaritora

Poco meno di due ore, dalle 18 alle 19,50. È andato tutto liscio nella più attrezzata delle sale operatorie del Policlinico Gemelli.

Per asportare il nodulo al polmone di Papa Leone XIV è stata usata la tecnica mini invasiva della videotoracoscopia, di cui il direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica del Gemelli, Stefano Margaritora, é uno dei maggiori esperti mondiali. Grazie all’aiuto di un chirurgo robot, consiste nell’eseguire da una a tre piccole incisioni nel torace, tra le costole: con un sondino chirurgico si procede alla segmentectomia, la resezione del nodulo polmonare sospetto di circa un centimetro, e alla rimozione dei linfonodi attorno ai bronchi e alla trachea.

Per fare «la prova del nove» sulla riuscita dell’operazione, verrà ora effettuato l’esame istologico. Se i linfonodi risulteranno negativi, e non verranno riscontrate quelle che in gergo si definiscono «infiltrazioni», l’intervento può considerarsi risolutivo e non sarà necessaria una chemioterapia aggiuntiva, ma solo dei controlli periodici per alcuni anni. Solitamente la degenza ospedaliera e il recupero durano sette giorni.

Ma, viste le buone condizioni fisiche del Pontefice, si ritiene che già oggi il Papa possa alzarsi e camminare. Ad agevolare la ripresa più veloce sono stati due elementi: le dimensioni ridotte del nodulo polmonare e la tecnica chirurgica mininvasiva, per cui non è stato necessario operare a torace aperto.

E già si vocifera (e si spera) in un possibile Angelus dalla finestra del decimo piano dell’ospedale. Ad assistere Papa Leone, che subito dopo l’intervento è stato accompagnato nelle stanze papali del Gemelli, sono, oltre allo staff ospedaliero, il medico personale Luigi Carbone, chirurgo dell’urgenza, già referente per la salute di Papa Bergoglio, a capo della direzione di sanità e igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Carbone è a fianco del Papa anche durante le missioni all’estero: l’ultima in Francia a fine settembre e, se tutto va bene, la prossima in Perù a novembre. Oltre agli specialisti dell’ospedale di via Pineta Sacchetti a Roma, un’altra figura storica, l’infermiere Massimiliano Strappetti. I parametri di Prevost verranno monitorati, come da prassi, ma i medici sono fiduciosi su un decorso regolare.