Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 14:31
In evidenzaAggiornato alle ore 14:31
Attualità

“Un giorno ci saranno molti più estremisti e terroristi dall’Europa…”. La lezione dei Paesi del Golfo

Nonostante dai Paesi arabi abbiano lanciano l’allarme, l’europa ha fatto finta di non sentite e oggi forse è troppo tardi per intervenire radicalmente

Youtube

L’Europa, per troppi anni, ha vissuto con il paraocchi sul tema dell’immigrazione. Non ha mai voluto vedere quale fosse la realtà, cosa si nasconde dietro i flussi di mediorientali, arabi e africani che si riversano a centinaia di migliaia nei Paesi dell’Ue dai primi anni Duemila. Negli ultimi anni il fenomeno si è anche intensificato, portando con sé tutta una serie di conseguenze che l’Europa ha volutamente ignorato e che, da certi punti di vista, continua volutamente a non guardare per pure ragioni ideologiche. Eppure è da anni che arrivano avvertimenti, anche dai Paesi che conoscono bene l’integralismo islamico e che lo combattono, come i Paesi del Golfo. Era il 2017 quando durante il Forum Tweeps 2017 a Riyadh i principi arabi e i ministri emiratini avvisavano l’Europa del rischio che correva con cognizione di causa.

“L’Arabia Saudita è più desiderosa di combattere il terrorismo rispetto agli europei”, ha dichiarato uno degli sceicchi, aggiungendo che “verrà un giorno in cui vedremo nascere molti più estremisti radicali e terroristi dall’Europa a causa della mancanza di decisioni, del tentativo di essere politicamente corretti o del fatto di presumere di conoscere il Medio Oriente, l’Islam e gli altri molto meglio di quanto li conosciamo noi. E mi dispiace, ma questa è pura ignoranza”. Non lo ha detto un politico della destra europea: l’ha detto uno sceicco di un Paese arabo e islamico, aggiungendo che “d’ora in poi, daremo un nome e svergogneremo questi Paesi. Li classificheremo come incubatori di terrore se non affrontano questo problema di terrorismo nelle loro terre”. Era il 2017, sono passati 9 anni da quell’intervento e l’Europa, giorno dopo giorno, fa i conti con l’islamismo, iniziando forse ora a rendersi conto di cosa si è messa in casa, ora che forse è troppo tardi.

Anche i ministri degli Emirati Arabi si sono espressi sul caso, con focus centrato principalmente sui social, che hanno individuato come uno dei problemi dell’integralismo islamico. “Gli utenti dei social media devono rendersi conto che ci sono contenuti che vengono sfruttati da gruppi estremisti e terroristici che vogliono reclutare i nostri figli e figlie e vogliono dirottare la religione”, hanno dichiarato nel corso di una tavola rotonda sul tema e, sfortunatamente, “c’è un vuoto legislativo a livello internazionale per criminalizzare questi contenuti”. E ancora, sempre durante il Forum Tweeps 2017, è stato messo l’accento sui paradossi della cultura occidentali: “Ci accusano di esportare predicatori estremisti, li chiamano predicatori... Noi diciamo loro: dimostratemelo. E se non sono cittadini tedeschi, francesi o britannici, deportateli. Questo è ciò che faremmo noi. Se sono vostri cittadini, allora impedite loro di predicare. Ma a quel punto dicono: ‘No, non vogliamo violare la loro libertà di espressione’. Quindi, se predicano è odio, ma se si impedisce loro di predicare non lo si può fare a causa della libertà di espressione. Allora smettetela di lamentarvi: questo è ciò con cui abbiamo a che fare in diversi Paesi”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.