In Australia Roddick inciampa: "Ma era solo un giudice di linea..."

Ecco le frasi più curiose della prima giornata degli Australian Open di tennis: dall'«infortunio» senza conseguenze di Roddick, alla sconfitta della Sharapova. E Tomic ammette: «Giocare di sera? Io alle 8 sono già stanco...»

Australian Open, primo giorno con sorpresa: nemmeno la pioggia salva la Sharapova, anche perché Maria ha giocato su un campo dotato di tetto. E così ecco che l'altra Maria, Kirilenko, l'amica russa della Divina, ha costretto Masha a fare le valiglie. Lei, che era al rientro dopo l'infortunio alla spalla, l'ha presa con filosofia, come dimostrano le parole in conferenza stampa. Che riportiamo, con le migliori frasi del giorno, grazie all'ausilio del sito specializzato ubitennis.com.
MARIA SHARAPOVA (Rus)
(ha perso con la Kirilenko 6-7, 6-3, 4-6) Domanda: Cosa dici a te stessa per riprenderti da una sconfitta? Risposta: Che non è stata una gran giornata ma che la vita va avanti. Accade di peggio: c'è gente che non sa neppure cosa sia un incontro di tennis. E comunque tornerò a giocare una finale qui, vedrete.
MARIA KIRILENKO (Rus)
(ha battuto la Sharapova 7-6, 3-6, 6-4) D. Essere amica di Maria Sharapova è un aiuto o un ostacolo? R. Beh, sapete che io sono amica di tutti, tutto lo spogliatoio è mio amico. Dunque...
RAFAEL NADAL (Spa)
(ha battuto Luczak 7-6, 6-1, 6-4) D. Sembri più magro dell'anno scorso, più leggero. R. Devo portare la bilancia domani? Tutti mi dicono la stessa cosa. Peso esattamente quanto l'anno scorso, quanto cinque anni fa.
BERNARD TOMIC (Aus)
(ha battuto Rufin 6-3, 6-4, 6-4) D. Com'è essere al secondo turno degli Australian Open? R. È ok, ho raggiunto lo stesso risultato dell'anno scorso. Se dovessi andare ancora oltre sarebbe grandioso. D. L'anno scorso hai pagato la stanchezza al secondo turno. R. Spero che stavolta la partita non inizi a mezzanotte. D. A quell'ora sei già a letto di solito? R. Inizio a sentirmi stanco già alle otto...
JUAN MARTIN DEL POTRO (Arg)
(ha battuto Russel 6-4, 6-4, 3-6, 6-2). D. Hai avuto dei diverbi accesi con il giudice di sedia. Cosa li ha provocati? R. È stato per il challenge. Lei mi ha detto che ci mettevo troppo tempo a chiamare il challenge, e io cercavo di spiegarle che avevo appena colpito la palla e poi ho visto il segno e ho chiamato il challenge. Ma lei mi ha detto che non posso farlo. E basta. Dopo, ero deluso, ma sono le regole. D. Dopo sembrava che i tuoi servizi fossero ancora più veloci. Quando ti arrabbi per qualcosa, riesci a incanalare la rabbia nel servizio? R. Sì, ma non posso farlo. Devo giocare sempre nello stesso modo. Devo essere sempre concentrato. Un po' dipende da cosa dice il giudice di sedia, o forse il pubblico. Ma devo essere concentrato ogni volta.
ANDY RODDICK (Usa)
(ha battuto De Bakker 6-1, 6-4, 6-4) D. Oggi sei inciampato in campo... R. Si, mi sono imbattuto in uno di quegli oggetti immobili chiamati giudici di linea. Io non l'ho visto e lui non si è spostato. D. Ti era mai accaduto prima? R. No, non credo. Generalmente i giudici vedono che il giocatore sta correndo e si spostano o lo aiutano a fermarsi. Oggi sembrava si stesse allenando per il wrestling, mi ha lasciato inciampare.
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