Cronaca locale

Auto storiche e piatti d’autore le speciali eccellenze di Pavia

Certo, Como e il suo lago esercitano una eterna e fortissima attrazione sui milanesi, ma non scherza affatto nemmeno Pavia e quell’immenso scrigno di tesori golosi che è l’Oltrepò, con il capoluogo bagnato dal Ticino che va a tuffarsi nel Po pochi chilometri oltre, al ponte della Becca, con il ponte di Mezzana più a ovest, sulla verticale di Casteggio mentre se si superano i due fiumi alla Becca presto si incontrano Broni e Stradella.
La provincia di Pavia è capace di offrire storia, cultura, natura, golosità, vino, un piacere continuo da nord, una volta lasciate alle spalle la provincia di Milano, fino a ridosso della Liguria, separata da un lembo di Piemonte ed Emilia, con il Monte Penice a fare da totem di riferimento lungo valli e vallate solcate da vie d’acqua che possono chiamarsi Staffora e Nizza, Versa e Tidone, che a loro volta rimandano a salumi e salami, a bollicine e pinot neri di razza.
E l’evento che in questo fine-settimana mette il capoluogo sotto i riflettori si intitola proprio «Eccellenze a Pavia», da oggi a domenica al palazzo Esposizioni, oggi dalle 18 alle 23, domani e dopo dalle 10 alle 23, info al numero 0382.393237, sito www.pv.camcom.it, ingresso 5 . Si tratta di due eventi che si sviluppano paralleli perché la promozione e la degustazione delle migliori produzione enogastronomiche del Pavese andrà a braccetto con l’esposizione di auto storiche e la 16ª edizione del «Giro della Provincia», le cui radici affondano in rally del secolo scorso ben raccontati nel sito scuderiapaviacorse.it. E lo chef Enrico Bartolini, patron delle Robonie in località Ca’ d’Agosto a Montescano, telefono 0385.241529, ma anche del Bistrot Bartolini a Pavia, 0382.538449, andrà oltre l’esposizione di golosità e curerà il menù del ristorante interno alla rassegna, tre giorni, sei momenti diversi: oggi alle 19.30, domani a pranzo dalle 12.30 quindi «pane e salame» alle 18.30 e cena alle 20; domenica pranzo e poi cena (ma alle 19.30); prezzo fisso 25 vino esclus0o, info e prenotazioni al numero 0382.538449.
Alle leccornie di Bartolini è dedicato un altro servizio in questa stessa pagina, ora un po’ di attenzione alle auto storiche e alla tradizione del restauro specializzato, lavori qualificati che, ad esempio, vedono i bolidi di Formula Uno, i modelli ormai consegnati alla storia che trovano la loro casa presso l'officina di Mauro Pane a Sannazzaro de' Burgondi, mentre le auto stradali di alta nobiltà sono recuperate e restituite al loro antico splendore nell'officina di Robecco Pavese grazie alla sapienza di Sandro Bergami.
Alla mostra si possono ammirare auto leggendarie, come le mitiche Bugatti o le Formula Uno degli anni '70 con la Tyrrell a 6 ruote (due dietro grandi e quattro piccole davanti) e la Ferrari "spazzaneve", modello all'epoca rivoluzionario, progettato dall'ingegner Forghieri nel 1972, antesignana della futura monoposto, capolavoro che consentì a Niki Lauda di conquistare il titolo mondiale.
E mentre a Pavia si guarderà, degusterà e sognerà, tutt’attorno si correrà il 16° Giro della Provincia, manifestazione di regolarità turistica e culturale per auto d'epoca, con partenza dal Palazzo Esposizioni domani pomeriggio alle 16.30. I concorrenti affronteranno subito il circuito cittadino, mentre la domenica ecco il Giro della Lomellina (che è realtà distinta dall’Oltrepò Pavese anche se molti si confondono), 160 chilometri tra castelli, risaie e cascine con partenza e arrivo, domenica alle 15, al Palazzo Esposizioni. Le auto, tutte da lasciare sbalorditi per la bellezza, punteranno su Vigevano, il centro principale della Lomellina, con puntate su Gambalò, Mortara, il castello di Pomello e in seguito pure quello, bellissimo, di Sartirana con pausa pranzo a Castellano dei Giorgi. Dopo Sannazzaro dei Burgundi si prenderà la via del ritorno.

A Pieve Albignola nuova deviazione a sud verso l'argine del Po per rientrare lungo una strada "sott'argine" verso Pavia passando per Sommo e Cava Manara. Di spessore infine il convegno «L'auto d'epoca è un bene culturale?». Pare di sì.

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