Auto, vendite -15,6% (ma in realtà è peggio)

La verità è dura da digerire: il calo reale delle vendite di auto in aprile è pari al 30%. Il -15,6% rilevato ieri dalla Motorizzazione sulla base dei dati affluiti dalle case è fasullo, «drogato» - come anticipato ieri dal Giornale - dalle consegne di veicoli a chilometri zero, quelli cioè che il concessionario è pressato a immatricolare a se stesso per far quadrare la quota di mercato della casa di riferimento. Ha dunque ragione Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federaicpa, la Federazione dei concessionari, quando evidenzia la pericolosità di questa corsa al mantenimento della quota da parte dei costruttori: «In questo modo - osserva commentando i dati - il governo non sarà in grado di valutare in pieno il crollo della domanda. Se questa caduta sarà confermata nei prossimi mesi si riproporrebbe il tema della sostenibilità delle aziende concessionarie che rappresentano il 6% del Pil e danno lavoro a circa 178mila persone».
«La festa è finita - sentenzia Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor GL events - perché dopo un trimestre in crescita del 23,3% per effetto della coda degli incentivi del 2009, il mercato italiano nel primo mese senza il sostegno dei bonus accusa un calo del 15,65%. È il primo segnale del crollo degli ordini che è si manifestato all’inizio dell’anno. A essere colpite sono in particolare le marche che hanno beneficiato degli incentivi nel 2009. Al contrario, le case che ne hanno tratto vantaggio marginalmente o per nulla, hanno registrato crescite anche significative». È il caso, in proposito, di Bmw, Land Rover, Lexus, Mercedes e Volvo. Scende, invece, il gruppo Fiat (-26,22%) complice anche il fatto che, giusto un anno fa, la consistente disponibilità di vetture premiate dagli incentivi, aveva permesso al Lingotto di fare il pieno di immatricolazioni. Il gruppo torinese è invece riuscito a mantenere la sua quota mercato (30,7%) in linea con il dato del 2009.
L’assenza di bonus e la scarsa propensione all’acquisto di vetture nuove, ha di fatto rilanciato l’usato che lo scorso mese ha segnato una crescita delle transazioni dell’8,3%. Il ritorno all’auto di seconda mano premia soprattutto Fiat, seguita da Volkswagen e Ford. «Questo mercato - spiega Franco Oltolini (CarNext) - offre oggi eccellenti possibilità, grazie anche alle vetture provenienti dalle flotte aziendali, tutte certificate e assistite da garanzia biennale». Se le quattro ruote piangono, le due ruote non sono da meno. Nonostante gli incentivi accordati ai motocicli a partire da metà aprile, il mese si è chiuso con vendite in calo del 14%. Un dato negativo ampiamente previsto dagli operatori del settore, a cominciare da Confindustria Ancma, che sottolineava da giorni come i fondi stanziati dal governo per incentivare il settore fossero troppo leggeri.

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