Austin-Healey 3000: che icona nella serie Netflix "The Gentleman"

Amatissima Spider degli anni Sessanta, negli Stati Uniti raccolse un successo che portò alla produzione di 50mila esemplari: nella serie cult il protagonista la guida spesso

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Edward Horniman in verità starebbe facendo tutt'altro. Si trova in missione in Siria, sul bordo di terra che si affaccia sulla Turchia, perché ha scelto di lavorare nelle forze armate dell'ONU. Ma quando gli arriva la notizia che il padre sta morendo, deve mollare tutto e correre al suo capezzale. Dove scoprirà, con sua somma sorpresa, di essere stato scelto come erede di una tenuta da 15.000 acri, oltre al titolo di nuovo Duca di Halstead.

Insieme a tutto questo, però, Edward scopre anche che è inavvertitamente diventato parte di un impero criminale estremamente ramificato e basato su una gigantesca coltivazione sotterranea di marijuana. Il tutto viene gestito dalla seducente Susie Glass. Ne nasce così una serie, The Gentleman - prodotta da Netflix e pensata da Guy Ritchie - che è già diventata di culto per la qualità complessiva che è in grado di esprimere: personaggi azzeccati, panorami surreali, azione (Edward deve cavarsela in mezzo a torme di delinquenti) e molto altro.

AUSTIN
Una Austin Mk II (Wikipedia)

In quest'ultima categoria devono senza dubbio essere ascritte le vetture del suo sterminato parco macchine. Audi, Mercedes, Bentley e qualche gemma di rara fascinazione. Come la Austin - Healey 3000 che il protagonista è solito guidare sugli sterrati nei dintorni della tenuta. Un'auto d'epoca, una classica spider inglese, che negli anni Sessanta ruggiva e faceva strage di cuori tra gli appassionati, specialmente per quel che concerne il mercato USA.

Era spinta da un motore da 3 litri e 6 cilindri, da 148 CV. Se si affondava a tutta il pedale, poteva arrivare a sfiorare i 200 km/h. Nel suo circuito era conosciuta anche come la "Big Healey", per via delle dimensioni imponenti. Nacque ufficialmente nella primavera del 1959 e, fino al termine della produzione (nel 1967) venne realizzata in tre versioni diverse (Mark I, II, III) che rappresentavano ciascuna una evoluzione del modello precedente, sia in termini meccanici che estetici.

Era riservata ai ceti più facoltosi, ma essendo nata come sportiva veniva utilizzata anche nelle competizioni dell'epoca, specialmente rally, dalla Germania alla Gran Bretagna, dall'Olanda al Belgio. La terza versione fu anche la più potente e lussuosa: montava un motore da 148 CV e presentava un abitacolo estremamente gradevole. Sedendoti trovavi un cruscotto impiallacciato in radica di noce, una consolle centrale, finestrini discendenti, un divano posteriore abbattibile e la capote, per quando il meteo sapeva davvero essere avverso. La potenza del motore fu inoltre aumentata tramite un nuovo design dell'albero a camme e delle molle valvole, oltre ad un nuovo sistema di scarico.

Il suo successo, si diceva, fu clamoroso nel mercato a stelle e strisce: dei circa 50mila esemplari prodotti, 45mila finirono proprio lì.

Quando il mercato cominciò a mutare, richiedendo spider eleganti, ma non pensate in assetto sportivo (anche in virtù della normative vigenti negli Usa), la produzione iniziò a scemare. Ancora oggi, non solo su Netflix, i modelli sopravvissuti sono zaffiri da nobilità inglese.

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