Daytona, ventiquattro ore e un paradosso che si ripete ogni anno: la vittoria spesso si costruisce quando non si corre. La 64ª Rolex 24 è stata una lezione di freddezza strategica firmata Porsche Penske, che ha portato al successo la 963 di Nasr, Andlauer e Heinrich dopo 705 giri, resistendo fino all’ultimo alla Cadillac Whelen di Aitken, Derani e Blomqvist, staccata di appena un secondo e mezzo. Terza la BMW del Team WRT, sempre in agguato nel finale.
Il primo colpo di scena arriva subito alla staccata di curva 1, con un maxi-incidente che coinvolge prototipi e GT e ridisegna immediatamente la gara. Ma è la notte a riscrivere completamente i valori in campo: una fitta nebbia, favorita dall’umidità della Florida, costringe la direzione corsa a una neutralizzazione record di oltre sei ore consecutive. Strategie congelate, distacchi azzerati, tutto da rifare.
All’alba Daytona cambia volto e diventa uno sprint senza respiro. Porsche ripara le vetture danneggiate, gioca la mossa decisiva ai box e consegna la leadership alla macchina di Nasr. Da lì nasce un finale da pugilato nel traffico GT, con la Cadillac costantemente negli specchietti e la BMW pronta ad approfittare di ogni minimo errore.
Le nuove coperture Michelin devono ripartire fredde dopo ore di passo lento e poi reggere temperature diurne elevate, mentre sullo sfondo i sistemi Bosch si rivelano fondamentali nella gestione del traffico e delle situazioni limite nelle fasi più delicate della gara.
Nelle GT il debutto della Ferrari 296 GT3 Evo porta più solidità che gloria immediata, ma segnali tecnici importanti in chiave stagione. Cinque vetture su sei tagliano il traguardo in una gara falcidiata da incidenti. La migliore è l’AF Corse USA #21 con Fuoco, Wadoux, Mosca e Mann, quinta in GTD dopo aver a lungo frequentato le posizioni che contano. In GTD Pro, l’ottavo posto della Triarsi Competizione #033 con Rovera, Molina, Calado e Agostini conferma solidità e passo della nuova Evo, mentre la Risi Competizione #62 con Rigon, Serra e Pier Guidi si ferma dopo una collisione notturna.
Sul fronte Lamborghini, la Huracán GT3 Evo2 #63 guidata da Caldarelli, Pepper e Bortolotti costruisce una gara di grande sostanza nelle posizioni di vertice della GTD Pro, pagando soprattutto il cambio di condizioni all’alba, quando temperature e umidità hanno inciso sull’equilibrio della vettura.
Alla bandiera a scacchi Porsche festeggia così la terza Daytona consecutiva, confermandosi regina dell’endurance americano. Una vittoria di testa, pazienza e precisione, nella 24 Ore dove spesso saper aspettare vale quanto saper attaccare.