Settantacinque anni di collaborazione tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri raccontati attraverso le vetture che hanno accompagnato alcune delle fasi più significative della storia italiana. Al Museo Alfa Romeo di Arese è stato presentato il libro “Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese”, alla presenza del comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo, del ceo di Alfa Romeo e coo di Maserati, Santo Ficili, e del curatore del Museo di Arese, Lorenzo Ardizio.
Durante l’evento è stato inoltre svelato il logo commemorativo del 75° anniversario, simbolo dell’unione tra il Biscione e la Fiamma, emblemi storici delle due istituzioni. La presentazione si è svolta nell’area “Bellezza” del Museo, accanto alla 1900 M “Matta”, prima Alfa Romeo in livrea dell’Arma, e alla Giulia Quadrifoglio oggi utilizzata nei servizi speciali.
In quell’occasione abbiamo scambiato qualche battuta con Santo Ficili, ceo di Alfa Romeo.
Ficili, cosa rappresenta questo connubio?
“Quello tra Alfa Romeo e Arma è un rapporto storico, un lavoro che facciamo insieme da 75 anni, è parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i Carabinieri. Due simboli diversi, ma uniti da una storia fatta di passione, disciplina, dedizione e velocità al servizio del bene comune. Dai primi anni del secondo dopoguerra ad oggi, le nostre vetture accompagnano le donne e gli uomini dell'Arma nelle loro missioni quotidiane, diventando vere e proprie icone della cultura automobilistica e istituzionale italiana. Questo volume rende omaggio a una lunga alleanza fatta di fiducia e rispetto reciproco: un tributo a tutti coloro che, nel silenzio delle strade o nei momenti più concitati, hanno guidato un'Alfa Romeo con fierezza e responsabilità”.
Un rapporto consolidato anche nel futuro?
“Non c’è dubbio e le faccio un esempio concreto: nelle ultime settimane abbiamo sviluppato un prodotto sul nuovo Tonale che risponde alle esigenze dei Carabinieri, quindi di chi guida la vettura e deve svolgere il servizio in totale sicurezza, ma anche delle persone che possono essere a bordo. È una vettura che presenteremo la prossima settimana. Partendo da questa lunga storia comune, abbiamo costruito le basi anche per il futuro e per i nuovi prodotti che Alfa Romeo porterà sul mercato”.
Che cosa rappresenta per lei il legame tra Alfa Romeo e i Carabinieri?
“Personalmente mi verrebbe da usare la parola “amore”. È davvero il sentimento che provo per questa istituzione che ogni giorno rappresenta tutti noi sulle strade. Mi vengono in mente anche le parole dei miei genitori, che mi hanno avvicinato a questo mondo, tanto che poi ho svolto il servizio di leva nell’Arma dei Carabinieri. È stata una colonna portante della mia esperienza professionale. Ricordo sempre quell’esperienza con grandissimo orgoglio e la porto ancora oggi nella mia testa e nel mio cuore”.
Secondo lei i giovani sentono ancora il fascino e il mito di Alfa Romeo e dei Carabinieri?
Direi assolutamente sì. Le faccio un esempio personale: io guido una Giulia tutti i giorni e incontro tantissimi giovani che apprezzano il prodotto. Quando ho occasione di parlare con loro, soprattutto della Giulia ma anche degli altri modelli, percepisco molto interesse.
Senza dimenticare la Junior, che rappresenta l’entry level nel mondo Alfa Romeo: una vettura pensata proprio per un pubblico più giovane, anche femminile. Quindi sì, c’è ancora moltissimo interesse sia verso l’Arma dei Carabinieri sia verso Alfa Romeo”.