Si è appena conclusa, nella regione della Haute-Corse, nel cuore della Costa Verde, la terza edizione di Campus École The Skill, Summer School italo-francese ideata da Andrea Camaiora, che riunisce manager, professionisti e protagonisti del mondo delle istituzioni e delle imprese in un percorso di formazione dedicato ai temi della comunicazione strategica, del crisis e reputation management e della leadership.
L’edizione 2026, in corso dal 2 al 5 luglio, ha coinvolto professionisti e figure interne alle organizzazioni interessati a rafforzare le proprie competenze e a sviluppare nuove capacità.
Nel tempo, l’appuntamento è diventato un punto di riferimento per organizzazioni e grandi aziende, tra cui Max Mara, Fasi, Deloitte, Sogin, Novartis, MBDA e Aiop, grazie a una formula che unisce formazione di alto livello, confronto diretto con docenti e ospiti, networking e un’impostazione da vacanza-studio. Tra gli ospiti particolarmente apprezzati delle passate edizioni il presidente di Thales Alenia Space, Massimo Comparini, il presidente di Aiad, Giuseppe Cossiga, il deputato francese François Xavier Ceccoli, la giornalista ex Unità Federica Fantozzi, l’ad di Sogin Gian Luca Artizzu. L’apprezzamento dell’iniziativa, che si svolge in Francia ma che è promossa da una società italiana e si rivolge a manager italiani, conferma anche la volontà delle imprese di investire sui propri talenti, offrendo loro occasioni di crescita professionale e di welfare aziendale.
“Le giornate alternano lezioni teoriche e pratiche, simulazioni operative e momenti di confronto informale, in un contesto pensato per favorire apprendimento, relazione e concentrazione. Un’esperienza di formazione ‘les pieds dans l’eau’, che unisce ogni giorno diverse ore dedicate anche al tempo libero, allo sport e allo yoga. Ci conforta vedere che questa esperienza ha suscitato interesse e partecipazione anche da parte dei nostri cugini francesi”, spiega il CEO di The Skill, Andrea Camaiora.
Tra i docenti e gli ospiti Mario Valducci (presidente Invimit SGR e amministratore delegato Fintecna), il penalista Guido Carlo Alleva (founding partner Alleva & Associati), il giornalista Francesco Maria Del Vigo (vicedirettore delle testate Il Giornale e Moneta), la filosofa Valeria Cantoni Mamiani (docente universitaria, fondatrice Leading by Heart), l’ex vice presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai Giorgio Lainati, Daniele Damele (presidente Fasi) e Antonio Sciuto (cofounder & CEO ELAI).
Il programma 2026 ha affrontato alcuni dei temi più sensibili per chi guida organizzazioni, imprese e processi decisionali: dalla filosofia della leadership alla comunicazione nei contesti giudiziari, dalla gestione della crisi alla tutela reputazionale, fino al rapporto con i media, alla gestione delle interviste televisive, all’etica della comunicazione e alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale (AI).
Il vice direttore de Il Giornale, Francesco Del Vigo, ha affascinato i suoi interlocutori spiegando le dinamiche di costruzione del quotidiano ma anche la rapida evoluzione dell’informazione tra acquisto di copie in edicola e larga diffusione degli smartphone come edicole della nostra contemporaneità, caratterizzata da tecnologie sempre nuove e AI.
Proprio sull’impatto dell’AI nelle aziende e sul futuro del lavoro si è concentrato l’intervento di Antonio Sciuto. “Le previsioni dei principali studi internazionali, a partire dal Future of Jobs Report del World Economic Forum, ci invitano a essere fiduciosi: è vero che il 22% dei lavori si trasformerà, ed è vero che circa 80 milioni di posti di lavoro scompariranno, ma il saldo complessivo resta positivo, con la creazione di oltre 170 milioni di nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato il Ceo di Elai.
Nel corso della quattro giorni è emerso anche il tema della responsabilità delle organizzazioni nel costruire risposte di lungo periodo. “Con il progetto sugli over 65 e sulla non autosufficienza siamo partiti dal nostro microcosmo, dai 310mila assistiti che abbiamo in tutta Italia, senza limitarci però a guardare soltanto alla nostra realtà. Abbiamo cercato di dare risposte concrete a una domanda fondamentale: chi deve fare che cosa. E a questa domanda abbiamo aggiunto anche il come, il dove, il quando e con quali fondi”, ha spiegato Daniele Damele, presidente Fasi.
“Il punto è capire come tutelare questa fetta della popolazione, come prevenire fragilità, pre-fragilità, vulnerabilità e non autosufficienza. È un tema che sarà sempre più rilevante non solo per i fondi sanitari integrativi, ma per l’intera collettività. I nostri iscritti sono per il 35% over 65: questo significa che oggi, dentro il Fasi, abbiamo una fotografia di ciò che l’Italia sarà tra ventiquattro anni. Prevenire dovrebbe interessare a tutti: ai cittadini, perché è meglio invecchiare in salute che nella malattia; al Governo e al Parlamento, perché se si previene si spende meno. È un progetto che non guarda al prossimo sondaggio, ma alle prossime generazioni”, ha concluso Damele.
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