Nel giorno in cui a Taranto sono state avviate le procedure di spegnimento degli altiforni, è bagarre sui progetti di rilancio di quel che resta dell’ex Ilva: l’area a freddo. La cordata italiana guidata da Federacciai sarebbe ormai a un passo dall’abbandonare la partita per la distanza tra i suoi componenti sul progetto, ma le diverse anime che la compongono si esprimono in maniera differente sulle prossime mosse. Il presidente Antonio Gozzi ha detto che i soci stanno ancora lavorando a una possibile offerta, mentre altri player hanno già chiuso la porta (Arvedi). In particolare, Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia e di Feralpi ha detto che «una decisione definitiva non c’è, ma sul business plan ci sono grandi riserve. E poi, col pronunciamento della Cassazione, è chiaro che il futuro di Taranto è molto, molto incerto».
Insomma, le resistenze da più parti non mancano e una decisione definitiva e ufficiale «sarà presa a breve», ha aggiunto Pasini, per il quale, senza area a caldo, il futuro dell’impianto di Taranto «non è condannato, ma direi compromesso».
E mentre si fa il conto alla rovescia in vista di domenica, ultimo giorno per la presentazione delle offerte, riemerge sulla scena anche Flacks Group che in questi mesi è stato in silente attesa dopo aver presentato il proprio progetto a luglio con Metinvest e Danieli. «Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, il gruppo Flacks è tuttora in corsa nella gara per l’acquisizione dell’ex Ilva», ha precisato il fondatore Michael Flacks in una nota. «Come abbiamo già comunicato al governo - ha spiegato -, siamo pronti a sostenere l’investimento previsto dal nostro ultimo piano industriale per produrre acciaio a Taranto con i forni elettrici. Attendiamo una convocazione dell’esecutivo per discutere la nostra proposta».
Non solo Jindal, dunque, nell’orizzonte incertissimo di Taranto dove ieri è partito il processo di spegnimento degli altiforni. A comunicarlo alle organizzazioni sindacali è stata l’azienda: secondo Fim, Fiom, Uilm e Usb in un’informativa, la ditta Liz Italia sta provvedendo a spegnere i bruciatori utilizzati per mantenere in preriscaldo i cowpers degli altiforni. Le operazioni dovrebbero concludersi entro questa settimana, segnando un ulteriore passaggio nel fermo dell’area a caldo imposta dal decreto della Corte d’Appello di Milano (con conferma della Cassazione) dopo l’azione inibitoria promossa da undici cittadini aderenti all’associazione Genitori Tarantini e dalla Regione Puglia.
