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Aziende

Saipem, conti ok. Il balzo dei contratti

La crisi geopolitica non frena la crescita dei margini. L’utile a 131 milioni, in sei mesi 5,7 miliardi di commesse (+33%)

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La guerra in Medio Oriente aumenta i costi operativi ma non ferma la crescita di Saipem. Il gruppo dell’ingegneria e delle costruzioni energetiche chiude il primo semestre del 2026 con ricavi, margini e raccolta ordini in aumento, confermando la capacità di mantenere la continuità operativa anche nelle aree interessate dal conflitto. Gli extra costi sostenuti per garantire la sicurezza del personale e superare le difficoltà logistiche ammontano a circa 70 milioni e hanno portato il gruppo ad aggiornare la guidance 2026 sull’Ebitda adjusted, senza effetti sulla generazione di cassa.

Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi hanno superato i 7,3 miliardi, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcato l’incremento della redditività: l’Ebitda adjusted sale del 9% a 836 milioni, pur incorporando l’impatto dei maggiori costi legati alle tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. L’utile netto adjusted si attesta a 131 milioni. Il free cash flow, al netto dei canoni di locazione, raggiunge i 388 milioni, mentre la posizione finanziaria netta migliora sia al lordo sia al netto delle passività per leasing, nonostante il pagamento a maggio di dividendi per 330 milioni di euro.

A sostenere le prospettive è soprattutto l’andamento commerciale. Nel primo semestre Saipem ha acquisito nuovi contratti per 5,7 miliardi, con un balzo del 33% rispetto ai primi sei mesi del 2025. A questi si aggiungono ulteriori 2,3 miliardi di ordini già firmati a luglio.

Nel frattempo, Saipem ha annunciato anche due nuove commesse per un valore complessivo di circa 800 milioni. La prima, assegnata da Eni Côte d’Ivoire e dai partner del progetto Baleine Phase 3, riguarda attività offshore al largo della Costa d’Avorio e comprende l’ingegneria, la fabbricazione, il trasporto e l’installazione di circa 50 chilometri di condotte rigide e delle relative strutture sottomarine. La seconda, affidata da Enilive, riguarda invece la realizzazione in modalità Epc di una nuova unità di deossigenazione nella bioraffineria di Porto Marghera.

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