Piace alla Borsa il consolidamento «soft» tra Tim e Fastweb+Vodafone. Ieri i due gruppi delle telecomunicazioni hanno siglato un'alleanza per espandere la rete 5G in Italia nei comuni con meno di 35mila abitanti. Ciascun operatore dovrà realizzare la rete in dieci regioni, costruendo circa 15.500 siti entro la fine del 2028, in cambio potrà utilizzare l'infrastruttura dell'altro. Questo accordo - che dovrà ottenere l'ok del ministero delle Imprese, Antitrust e Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - sarà soggetto a contratto definitivo entro il secondo trimestre 2026. Un'alleanza che porterà a un risparmio sugli investimenti di circa 300 milioni di euro nell'arco di un decennio evitando duplicazioni, benefici ai quali a regime si aggiungeranno le sinergie per quanto riguarda la manutenzione.
Tim ieri è stato tra i migliori in Piazza Affari con un balzo del 5,7% portando il titolo oltre 0,54 euro, un livello che non si vedeva da circa 6 anni. Il mercato, al di là dell'accordo in sé, festeggia perché vede un clima favorevole al consolidamento tra gli operatori, fermo restando che tra Fastweb+Vodafone e Tim - per un motivo di quota di mercato - è assai difficile ci possano essere accordi che vadano oltre a quello stipulato ieri sugli investimenti. Rimane però sullo sfondo la trattativa, mai formalmente smentita, tra Iliad e WindTre per un matrimonio sulle attività italiane. Proprio questi due operatori alcuni anni fa avevano costituito la società Zefiro in un accordo che seppur diverso aveva lo stesso spirito di quello siglato tra Tim e Fastweb+Vodafone. Durante i lavori per la legge di bilancio, inoltre, fino all'ultimo si è discusso di una mano tesa da parte del governo agli operatori sul rinnovo a canone agevolato delle concessioni sulle frequenza in scadenza nel 2029. Un'ipotesi che tuttavia non è del tutto sfumata e potrebbe rientrare in gioco in sede di conversione del decreto Milleproroghe a febbraio, con diversi esponenti del governo come il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il sottosegretario con delega all'Innovazione Alessio Butti che avevano aperto la porta a uno sconto sul canone delle frequenze in cambio di impegni precisi sugli investimenti.
Ieri, intanto, il sottosegretario Alessandro Morelli, capo dipartimento Telecomunicazioni della Lega, ha esultato per l'intesa tra i due operatori: «L'accordo di cooperazione sul modello di Radio Access Network sharing tra Fastweb-Vodafone e Tim rappresenta un passo concreto nella direzione di uno sviluppo più efficiente, sostenibile e capillare delle reti 5G nel nostro Paese, soprattutto nei territori a bassa densità abitativa», ha detto l'esponente di governo.
«La cooperazione tra operatori è un modello già diffuso in diversi Paesi dell'Ue ed era una soluzione già auspicata nel corso dell'indagine conoscitiva sul 5G svolta nella scorsa legislatura dalla Commissione Trasporti della Camera».