Lei intanto fila per la propria strada. Che bello essere Levante, una delle poche artiste italiane che abbia la forza e talvolta la gioiosa incoscienza di seguire se stessa, le ispirazioni, le paure, i vuoti. In sostanza rappresenta una donna di nuova generazione, ossia libera fino in fondo.
Arriva al Festival di Sanremo per la terza volta ma per la prima porterà sul palco la ballata Sei tu: "Un brano lento, in punta di piedi, voglio prendermi il tempo di cantare serenamente, sarò una Levante più composta".
Quando parla, come ha fatto l'altro giorno in un locale di Milano a due passi dall'Alcatraz, è rilassata ma carica, molto meno tesa di quanto fosse altre volte. Specialmente nel 2023, quando al Festival cantò Vivo ma qualcosa era spento dentro di lei, qualcosa che magari discendeva dallo scombussolamento spirituale della nascita di Alma Futura: "Allora non ero cosciente di quello che mi stava accadendo. Oggi, guardando a quel periodo con più distanza, e senza voler banalizzare la depressione post partum, guardo a quella difficoltà con tenerezza". E di certo Sei tu è una prova di forza caratteriale, una canzone vocalmente impegnativa che il palco e l'orchestra dilateranno ed esalteranno (lei è anche reduce da una dolorosissima cordite emorragica). Levante canta una canzone su chi non sa parlar d'amore come direbbe Celentano, sulla difficoltà emotiva nel verbalizzare l'amore, su chi, spiega meglio lei, "non trova la voce per dire ti amo". Il mutismo dei sentimenti. Il silenziatore delle emozioni. "Ma tutto questo è l'esatto opposto di me", precisa e quindi chapeau, non è mica facile cantare l'opposto di sé.
Però attenzione. Fedele alla linea, Claudia Lagona in arte Levante, da Caltagirone ma cresciuta a Torino, non ha, almeno all'apparenza, l'obiettivo fisso della classifica, del piazzamento. Ne parla solo quando precisa che "se vincessi, non parteciperei all'Eurovision. È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi". Una posizione espressa prima che la Rai suggerisse (giustamente) agli organizzatori dell'Eurovision di invitare anche un artista palestinese fuori concorso per confermare una "visione di inclusività".
In ogni caso, Levante ha già praticamente pronto il nuovo disco che arriva tre anni dopo Opera futura. Si intitolerà autobiograficamente Dell'amore il fallimento e altri passi di danza e includerà i brani già usciti, MaiMai, Niente da dire e Dell'amore il fallimento. E poi il tour, condizione spirituale perfetta per lei.
Dal 29 aprile inizierà a girare nei migliori club italiani, scelta sorprendente dopo anni di concerti nei teatri: "Ho bisogno di un contatto più diretto con il pubblico, più fisico, più autentico". La conferma della rinnovata lucidità empatica di un'artista con la A (di anima) maiuscola.