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Banche

Intesa fa il pieno di utili e stringe sull’offerta Mps

Profitti a 8,2 miliardi (+8,1%), è il miglior risultato di sempre, arriva l’acconto dividendo. Messina: “Con Siena target raggiunti con tre anni di anticipo”

Al vertice Carlo Messina (amministratore delegato di Intesa Sanpaolo), Claudio Descalzi (amministratore delegato di Eni). A destra dall'alto verso il basso Dario Scannapieco (amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti) Pasqualino Monti (amministratore delegato di Terna) Agostino Scornajenchi (amministratore delegato di Snam) Nicola Monti (amministratore delegato di Edison) e Francesca Gostinelli (amministratrice delegata di Enel Italia). Il mondo delle banche e dell'energia sono al centro delle cronache nazionali per la crisi in Medioriente e il risiko bancario

I primi nove mesi dell’esercizio 2026 di Intesa Sanpaolo si chiudono con «il miglior risultato netto di sempre», pari a 8,2 miliardi, l’8,1% in più dell’anno scorso. Mentre il solo trimestre registra un utile netto di oltre 2,6 miliardi, anche questo «il migliore terzo trimestre di sempre». Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, è ora più che mai il banchiere italiano più influente. Guida il primo gruppo bancario nazionale e sta per conquistare Mps, Mediobanca e la quota di maggioranza relativa delle Generali. E ieri ha presentato i risultati dei primi 9 mesi del 2026 segnando nuovi record. La terza trimestrale permette di migliorare le previsioni del 2026 ben oltre i 10 miliardi di utile netto. E per gli azionisti ci sono già 7,8 miliardi di distribuzione maturata nei nove mesi, di cui 6,1 miliardi come dividendi (3,8 come acconto dividendi in novembre), che si aggiungono al buyback di 2,3 miliardi concluso a ottobre.

Messina ha anche parlato dell’opas su Mps, che potrebbe partire nella settimana del 23 novembre. Un’operazione che «ci consentirà di raggiungere gli obiettivi del nostro piano industriale (2026-29, ndr) con tre anni di anticipo», ha detto il ceo, sottolineando il «segnale inequivocabile» lanciato dai soci di Mps nel respingere «con forza le proposte del management, ivi compresi i punti all’ordine del giorno di natura ordinaria: una situazione mai vista prima» che «evidenzia una profonda frattura tra gli azionisti e il management della banca».

Intesa, in seguito allo stacco dell’acconto sul dividendo imminente, ha ieri rivisto il corrispettivo offerto da 1,6 a 1,664 azioni ordinarie Intesa di nuova emissione per ciascuna azione Mps. Messina ha poi chiarito che «Non appena avremo perfezionato l’opas su Mps, lanceremo un’offerta obbligatoria su Mediobanca», per poi «continuare a investire nel marchio e nelle sue persone».

Tornando al terzo trimestre, a scorrere il bilancio solo numeri in crescita e positivi, quale il cost/income che, anno su anno, si riduce dal 39,1 al 36,7%, ai minimi di settore. Mentre è stato lo stesso Messina a sottolineare il notevole esborso fiscale: «Nei primi nove mesi noi abbiamo versato cinque miliardi in imposte, di cui 900 milioni che rappresentano un contributo di cassa effettivo alle finanze pubbliche italiane», ha detto, senza risparmiare una frecciata al tema degli extraprofitti: «L’anno scorso avevamo raggiunto un accordo che prevedeva un contributo triennale da parte del settore bancario. Ma il governo non lo ha rispettato. Credo che si debba guardare al contributo reale fornito ai fondamentali del Paese, al carico fiscale già sostenuto». Sull’impatto che avrà sui soci e sulla banca la legge di bilancio «è difficile oggi quantificarlo», ma «faremo tutto il possibile per compensare tali oneri, lavorando su piani di contingenza che riguarderanno la base dei costi e altre voci».

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