Procede sui binari il processo di fusione tra Mps e Mediobanca. Ieri il Consiglio d'amministrazione di Rocca Salimbeni, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione e con il ceo Luigi Lovaglio presente, ha approvato un concambio di 2,45 azioni di Mps per avere un'azione di Piazzetta Cuccia, con un premio del 3% sul prezzo di Borsa; l'intento di arrivare al 100% del capitale di Mediobanca e portare a termine la revoca dalle quotazioni in Piazza Affari. Una contropartita superiore alle aspettative della vigilia, con il mercato che scommetteva su una valorizzazione di 2,2 azioni. Da vedere stamattina le reazioni sul mercato del titolo di Mps, che a questo punto potrebbe virare al ribasso.
Nonostante il cda sia andato per le lunghe, il Consiglio sarebbe rimasto unito votando all'unanimità l'operazione. I due istituti, in serata, hanno divulgato una nota congiunta che «il progetto di fusione tra Mediobanca e Mps sarà sottoposto all'approvazione delle assemblee straordinarie degli azionisti di entrambi gli istituti e si prevede che la fusione divenga efficace entro la fine del 2026». Dopo la fusione tra Mediobanca e Mps l'assetto azionario del Monte dei Paschi di Siena, che dovrà scontare l'effetto diluitivo dell'operazione, sarà composto da Delfin al 16,1% del capitale, dal Gruppo Caltagirone al 9,4%, Blackrock al 4,6%, il Mef al 4,5%, Banco Bpm al 3,4% e il 62% di flottante. La determinazione del rapporto di cambio - spiega la nota - tiene conto della distribuzione dei dividendi relativi all'esercizio al 31 dicembre 2025. L'assise dirimente sarà quella di Mps, dal momento che Rocca Salimbeni ha l'86,3% di Mediobanca. Come da prassi, si dovrà passare da un'assemblea degli azionisti straordinaria che dovrebbe arrivare dopo quella ordinaria del 15 aprile (ed entro la fine di quest'anno), che invece sarà dedicata alla nomina dei nuovi vertici e si conoscerà chi tra Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi sarà il nuovo amministratore delegato che si andrà ad affiancare al presidente Maione. Quanto a Lovaglio, al momento non sarebbe orientato ad accettare la candidatura in una lista di minoranza. Arriveranno, invece, i candidati di Assogestioni. La presidente Maria Luisa Gota, ieri, ha affermato che il Comitato dei gestori ha «la stagione assembleare è appena cominciata, per cui ci sono riunioni quasi quotidiane che vanno poi su tutti i dossier che sono aperti». Mps e Banco Bpm, compresi. In ogni caso si dovranno necessariamente avere notizie prima della data limite del 21 marzo.
Ieri si è tenuto anche il cda di Mediobanca, che ha approvato il compenso del presidente Vittorio Grilli per una cifra di 1,3 milioni di euro. Intanto quanto emerge, Mps starebbe mettendo a punto una risposta alla lettera con cui la vigilanza ha chiesto che i futuri consiglieri dispongano di autonomia di giudizio, che deve essere «chiara» per quanto riguarda l'amministratore delegato, al quale sarà richiesta anche una «rilevante esperienza bancaria».
La risposta del cda del Monte, che dovrebbe avvenire entro la giornata di oggi, intende evidenziare come le scelte fatte sulla lista rientrino siano in linea con le richieste della Banca centrale europea, inclusa la candidatura dei tre potenziali amministratori delegati, sulle cui competenze bancarie il board non ha alcun dubbio. Ieri, i titoli di Mps e Mediobanca hanno guadagnato rispettivamente il 4,9% a 7,39 euro e il 5% a 16,16 euro.