Dopo Iss, anche Glass Lewis dice no al piano Lovaglio. A partire dalle due offerte pubbliche di scambio su Banca Generali e Banco Bpm. «I potenziali benefici della strategia di Mps non sembrano sufficientemente convincenti, se valutati in rapporto ai rischi», da giustificare «l’eliminazione o la messa a rischio» dell’alternativa di Intesa Sanpaolo, ha scritto l’advisor che indica ai fondi d’investimento cosa votare nell’assemblea dei soci del 29 ottobre.
Se possibile, Glass Lewis è stata anche più acuminata rispetto ai colleghi di Iss: «Dopo un iniziale rifiuto da parte di Mps, Intesa ha migliorato la propria offerta, ottenendo il sostegno dei propri investitori e quello di diversi grandi azionisti di Mps. Montepaschi, al contrario, ha formulato le proprie offerte senza aver avuto accesso alla due diligence», deve affrontare l’esplicita opposizione del Crédit Agricole su Banco Bpm e non ha «ottenuto il sostegno pubblico di alcun investitore indipendente di Mps». Inoltre, bocciare le offerte del piano Lovaglio «non impedisce a Mps di negoziare con Intesa un’offerta più elevata, né di rivalutare alternative strategiche qualora l’operazione con Intesa non dovesse infine andare a buon fine».
Gli esperti di Glass Lewis bocciano anche la proposta di destinare la cedola da 4 miliardi (tre miliardi in titoli Generali e un miliardo cash) ai soci Mps a compimento di una delle due Ops. Glass Lewis ha invitato infine gli azionisti a votare contro la conferma della cooptazione del socio Alessandro Caltagirone, mentre ha espresso parere favorevole per la fusione di Mps e Mediobanca. Quest’ultimo punto in considerazione del blocco di capitale (di circa il 33%) con i grandi azionisti Delfin, Caltagirone e Benetton schierati a favore di Intesa Sanpaolo è molto difficile che riesca a superare lo scoglio dell’assemblea. Ma, in virtù del parere dei proxy, è l’unico fronte almeno formalmente in campo. Intanto oggi è in calendario un altro consiglio d’amministrazione di Mps, dove la questione del risiko probabilmente tornerà sul tavolo.
