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Banche

Mps sempre più vicina a Intesa. Tesoro alla finestra sul 4,9%

La quota del Mef vale 1,7 miliardi, tra le possibilità anche un collocamento accelerato nei prossimi mesi ma nulla è stato deciso. Domani la semestrale di Banco Bpm, venerdì parola a Lovaglio

Lo Stato è nei guai come Mps per i giochetti con i derivati

Mentre Intesa Sanpaolo ha davanti la strada spianata sul Monte Paschi dopo la marcia indietro del Banco Bpm su una possibile contromossa, il mercato si interroga sulle mosse del Mef. Il ministero guidato da Giancarlo Giorgetti, infatti, possiede ancora il 4,9% della banca senese e secondo Bloomberg starebbe valutando in queste settimane il da farsi in vista del via all’Opas Intesa atteso entro fine anno. Tra le varie opzioni ci sarebbe una cessione della partecipazione residua con una collocazione accelerata presso investitori istituzionali nei prossimi mesi, frazionando le assegnazioni per evitare che un singolo acquirente concentri una quota rilevante. La stessa Bloomberg specifica che nessuna decisione è stata ancora assunta, aggiungendo che agli attuali prezzi di mercato, il pacchetto vale circa 1,7 miliardi.

Secondo quanto risulta a Il Giornale, è vero che in questo momento al Mef sono spettatori interessati ma niente è stato ancora deciso. E qualsiasi ipotesi sul come e sul quando potrebbe essere venduto quel 5% di Mps è molto prematura.

Nel frattempo, del risiko nostrano si occupa anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung, rimarcando come l’acquisizione del Monte porterebbe Intesa al secondo posto nell’Eurozona per capitalizzazione, dietro il Santander. Unicredit si troverà quindi «ad affrontare una crescente concorrenza sul mercato interno». Sempre secondo la Faz, l’offerta di Intesa starebbe raccogliendo un «crescente consenso» tra gli azionisti di Rocca Salimbeni.

A commentare il risiko, ieri, è stato infine anche l’ad di Anima, Saverio Perissinotto, che intende difendere la partnership strategica con Mps anche in caso di successo dell’Opas di Intesa. L’accordo di distribuzione, in scadenza nel 2030, garantisce infatti al gruppo un accesso privilegiato alla rete del Monte e poggia su una clientela consolidata. Perissinotto ha però chiarito che, se Intesa completasse l’operazione, Anima avvierebbe un confronto sul futuro della collaborazione dopo il 2030.

In Piazza Affari ieri i titoli bancari sono stati ben intonati: Intesa ha segnato un +2,34%, Bper +3,26%, Banco Bpm +2,38%, Unicredit +2,87%, mentre Mps ha chiuso invariata (-0,02%). Gli occhi delle sale operative ora sono puntati sull’agenda: domani pomeriggio l’istituto guidato da Giuseppe Castagna presenterà la semestrale, poi venerdì toccherà a Luigi Lovaglio svelare i conti della banca senese.

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