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Banche

Ok a Commerz, Unicredit sfonda in Germania

La vigilanza autorizza Orcel a salire oltre il 30%. La presa di controllo dovrebbe arrivare entro fine anno

Determinato Andrea Orcel, ad di Unicredit

L’avanzata di Unicredit su Commerzbank ottiene un via libera di peso. Ieri sera la Banca centrale europea ha autorizzato l’istituto guidato da Andrea Orcel a salire oltre il 30%, procedendo verso la presa di controllo della seconda banca tedesca.

Si tratta dell’autorizzazione più attesa. A renderla nota è la stessa Unicredit che ha diramato una nota ufficiale sottolineando che la decisione «rappresenta una tappa fondamentale nell’acquisizione a conferma della valutazione positiva sulla transazione da parte della Bce». Ora, «il completamento dei restanti passaggi regolamentari e il soddisfacimento delle condizioni necessarie per completare l’offerta su Commerzbank sono previsti verso la fine dell’anno; a quel punto Unicredit deterrà circa il 50% dei diritti di voto in Commerzbank e potrà assumere il controllo della banca. L’istituto detiene già la proprietà del 26,7% del capitale, al quale può aggiungere il 3,22% di derivati con consegna fisica di titoli e un 17,6% di azioni dei soci che hanno consegnato accettato l’offerta nell’ambito dell’offerta pubblica e di scambio chiusa lo scorso 8 luglio. Questo porterebbe Unicredit a detenere il 47,59% di Commerzbank, equivalente al 49,65% dei diritti di voto, tenendo conto delle azioni proprie della banca tedesca.

Un ulteriore passaggio di rilievo è l’ok della concorrenza europea che, ricevuta formalmente la notifica, ha fissato al 16 novembre il termine per l’esame della prevista fusione. A questo seguirà l’Authority polacca, quest’ultimo è un passaggio non banale dal momento che l’authority può chiedere agli italiani di lanciare un’Opa sulle azioni di mBank, che è la controllata polacca dell’istituto guidato da Bettina Orlopp, e potrebbe richiedere un esborso potenziale fra i tre e i quattro miliardi. Eventualità che Unicredit vorrebbe evitare e anche per questo si sarebbe mantenuta sotto la soglia di controllo di Commerz, a un soffio dal 50%. Ma, in ogni caso, la strada verso la conquista dell’istituto non sembra più essere in discussione.