Il comparto bancario italiano è solido e rappresenta «un elemento di stabilità per l'Italia» ed è un bene che sia attento ai rischi ma questo «non deve tradursi in eccessiva cautela che potrebbe penalizzare iniziative imprenditoriali con prospettive valide». È questo il messaggio lanciato ieri a Venezia dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta nel suo discorso all'Assiom Forex, riconoscendo come i «finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere» grazie alla ripresa «degli investimenti». Questo deve proseguire come «sostegno agli investimenti all'innovazione e alle diffusione delle tecnologie digitali» e divenire un «apporto fondamentale per la crescita». Dal lato del conto economico, la redditività bancaria «resta elevata, nonostante la riduzione del margine di interesse, grazie ai ricavi da commissioni e al basso livello delle rettifiche su crediti».
Sui progressi italiani degli ultimi anni, il numero uno di Bankitalia ha dunque rivendicato i passi avanti, ma ha poi sottolineato che un modello di crescita della nostra economia «fondato sull'espansione dell'occupazione e dei salari contenuti non è sostenibile», «alla luce delle tendenze demografiche». Per il governatore i progressi del Pil degli ultimi anni «non vanno sottovalutati» però «non sono sufficienti a colmare le carenze strutturali» né a garantire un «ritorno stabile su un sentiero di crescita duratura» perché «senza un deciso aumento della produttività, lo sviluppo rischia di arrestarsi».
Panetta nel suo intervento di ieri si è comunque concentrato più sui temi macro e sulle variabili geopolitiche, dedicando meno spazio alle banche italiane, anche perché - come ha fatto notare il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, presente in platea - «non sono un problema, anzi, rappresentano uno strumento importante per affrontare le situazioni alle quali ci troviamo di fronte». Anche per il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, «è molto importante la sottolineatura autorevole del governatore che la stabilità raggiunta dalle banche costituisca un elemento di stabilità per l'Italia». Questo perché, «quando le banche avevano difficoltà, queste concorrevano con altre sui rating di agenzie internazionali sull'Italia». Il rafforzamento degli istituti ha quindi «aiutato l'Italia a migliorare le indicazioni del rating internazionale» ha aggiunto Patuelli parlando di «circuito virtuoso». Un ruolo essenziale di «partner responsabili per lo sviluppo del Paese» evidenziato anche dal presidente di Banca Ifis, Ernesto Furstenberg Fassio, citando il banchiere Raffaele Mattioli: «La banca deve servire l'economia, non servirsi dell'economia».
L'attenzione del pubblico del Forex resta ancora su governance e risiko: assenti all'incontro i vertici di Mps, osservato dal mercato per il nuovo piano post conquista di Mediobanca (che sarà presentato venerdì) e per la lista del cda. «Noi siamo concorrenti di Mps e non ci permettiamo di entrare nella composizione della lista», ha dichiarato il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi, in merito al listone del Monte trapelato venerdì. Quanto al Banco, «stiamo lavorando per trovarci preparati alla presentazione della lista del cda con un quadro normativo italiano che è cambiato molto recentemente».
Con Crédit Agricole, ha aggiunto, «non abbiamo interlocuzioni su questo tema che è di totale pertinenza del nostro azionista». Mancano molte settimane all'assemblea di primavera, «l'Agricole starà facendo le proprie valutazioni e non ci ha indicato le proprie intenzioni», ha concluso Tononi.