Leggi il settimanale

"Le quote Mps vendute al prezzo più adeguato"

L’ex dg del Mef: sondate anche Intesa e Unicredit

"Le quote Mps vendute al prezzo più adeguato"
00:00 00:00

Perché la scelta di Banca Akros per il collocamento della terza tranche di azioni Mps? Perchè lo sconto della banca d'investimento di Bpm si è rivelato essere il più basso. Vale a dire un prezzo più vantaggioso di altri a favore del Tesoro. Emerge questo dalla deposizione davanti ai pm dell'ex direttore generale del Tesoro, Marcello Sala, anticipata dall'edizione online di Milano Finanza. Il verbale è un allegato alla richiesta di autorizzazione alla Giunta della Camera per visionare le chat sul cellulare sequestrato di Sala, in particolare le conversazioni con alcuni parlamentari.

Il 7 luglio 2025 i magistrati hanno incalzato il manager, oggi presidente di Nexi, sul perché dall'asta (l'Abb) sono emersi quattro aggiudicatari, due dei quali (Banco Bpm e Anima) legati alla stessa Akros. «A noi del Tesoro interessava esclusivamente dismettere la quota di controllo entro fine anno», ha replicato Sala, «al miglior prezzo ed a soggetti che fossero sufficientemente affidabili, come nel caso di specie; in proposito, avevamo ipotizzato, anche sulla base di conoscenze pregresse dei due intermediari, che Finnat acquistasse per conto del gruppo Caltagirone e Natixis per conto di Delfin».

La dismissione della quota di Mps, in quell'occasione il 15%, derivava anche dal pressing dell'Unione europea la quale spingeva affinché il Tesoro scendesse al di sotto del 20% entro la fine dell'anno. Tra gli aspetti più interessanti della deposizione di Sala, emerge che prima di decidere se effettuare la procedutra di Abb finita nel mirino dei magistrati milanesi, che indagano per un presunto concerto volto a scalare Mps, erano state sondate per un'acquisizione della banca senese sia Intesa Sanpaolo sia Unicredit. Ipotesi poi accantonate per questioni di Antitrust.

Allo stesso modo era stata vagliata la possibilità di una fusione Mps-Bpm, ma anche questa strada non si è concretizzata. Quanto al riassetto del cda di Mps dopo la chiusura dell'Abb, Sala ha risposto di «non conoscerne i motivi», ritenendo però «normale», con il cambio di azionariato, che «vi sia un riequilibrio in consiglio».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica