Anche il mondo delle banche bussa con forza all’Europa: serve una rivisitazione delle regole del credito, per liberare gli istituti di una zavorra che le rende difficile competere e sostenere l’economia in un periodo di crisi geopolitiche. È questo, in sostanza, quanto sostiene il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli , nel suo intervento di ieri a un evento di Confartigianato a Ravenna. «Nell’emergenza - ha sottolineato Patuelli - le regole bancarie devono essere ripensate: noi abbiamo innanzitutto le regole internazionali di Basilea, che riguardano tutto l’Occidente, ma gli Stati Uniti hanno scelto una strada diversa, di minore applicazione, sviluppando una concorrenza impropria agli altri sottoscrittori dell’accordo».
Il riferimento è alla posizione dell’amministrazione Trump, che sta spingendo per liberare le banche del Paese di vincoli prudenziali che limitano la loro capacità di fare credito. Sono allo studio, infatti, iniziative per rivedere le norme di capitale per le grandi banche, riducendo l’aumento previsto dalle nuove regole internazionali (Basilea III). Questo potrebbe riportare i requisiti più vicini ai livelli del 2019 e liberare fino a circa 175 miliardi di dollari di capitale per prestiti e investimenti. «Noi non dobbiamo seguire l’America nelle logiche di deregulation ha voluto precisare ancora Patuelli-, perché questa ha portato a effetti nefasti come il caso Lehman sui mercati internazionali. Dobbiamo pensare a procedure di semplificazione che servono alle banche e alle imprese, e quindi l’appello che oggi insieme alle imprese artigiane possiamo fare alle istituzioni europee e nazionali è di accelerare in misura emergenziale le iniziative di semplificazione che sono da mesi all’esame delle istituzioni europee».
L’idea di Patuelli, quindi, non è quello di mandare in soffitta tutte le regole. Ma di sbloccare finalmente una serie di iniziative di semplificazione regolatoria che sono allo studio delle istituzioni europee. A partire da interventi per ridurre gli oneri delle banche, una razionalizzazione degli obblighi di rendicontazione alle varie autorità e una semplificazione dell’applicazione delle norme prudenziali, in particolare per gli istituti più piccoli che faticano maggiormente a tenere il passo dei numerosi adempimenti. Una sorta di terza via europei rispetto ai gravosi vincoli di Basilea III e alla spinta alla deregulation più spregiudicata che si vorrebbe a Washington. «Ho avuto come professore di Diritto Romano all’Università di Firenze Giorgio La Pira - ha proseguito Patuelli - e ci ha insegnato che è molto più difficile organizzare la pace mentre è più facile organizzare la guerra.