Il simbolo del primo storico “triplete” dell’Olimpia Milano non c’è più. Coach Peppe Poeta è stato ufficialmente esonerato. “La Pallacanestro Olimpia Milano comunica di aver sollevato Peppe Poeta dall’incarico di capo allenatore della prima squadra. L’Olimpia e la sua proprietà desiderano ringraziare Peppe per l’impegno, la dedizione e l’entusiasmo con cui ha svolto il proprio lavoro, prima da assistente e poi da capo allenatore, ruolo nel quale ha conquistato uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa. A Peppe vanno i migliori auguri per il suo futuro personale e professionale. La squadra è stata affidata “ad interim” a coach Marco Ramondino, che la guiderà nella partita di domenica prossima”.
Il simbolo del primo storico “triplete” dell’Olimpia Milano non c’è più. Coach Peppe Poeta è stato ufficialmente esonerato. Fatale per l’ex coach di Brescia il brutto avvio di stagione, specie in Eurolega: otto sconfitte consecutive, compresa quella amara di giovedì in casa contro il Valencia, che porta il record a 1-9 e, di fatto, certifica un’altra stagione europea fallimentare per i campioni d’Italia.
Tolte la Supercoppa, vinta anche bene, sin dalle prime battute del campionato e dell’Eurolega questa Olimpia Milano non ha mai convinto ma, soprattutto, non è mai sembrata una squadra di Poeta. Quella fame da “underdog” invocata dal coach a inizio stagione non si è mai vista. Una squadra troppo debole nel pitturato, troppo poco produttiva sugli esterni, con un gioco altalenante e mai efficace nell’arco dei 40 minuti. Le ultime settimane hanno evidenziato le difficoltà croniche dei meneghini: la sconfitta (dal +19!) contro la Virtus Bologna in campionato e quelle in Europa ad Atene, sempre in volata, contro Panathinaikos e Olympiacos.
Poeta paga la poca esperienza nel condurre una squadra d’Eurolega da inizio stagione, ma il problema nasce dalle fondamenta: il mercato. Il ds Daniele Baiesi ha rivendicato le scelte fatte in estate, che si sono, ad oggi, tutte rivelate fallimentari. A deludere sono stati soprattutto gli ipotetici leader tecnici: Guduric (giocatore più pagato del roster) ha proseguito sulla falsariga dell’anno scorso, con prestazioni da più ombre che luci; Peters ha lasciato in estate l’Olympiacos (con il quale aveva vinto da protagonista l’Eurolega) per dimostrare di non essere solo uno specialista dalla panchina e, invece, si sta rivelando un giocatore spaesato. Hall è tornato “a casa”, grazie anche a un contratto faraonico, mentre i nuovi come Thompson, Cole, Matthews e Wright vanno a corrente alternata. Tradotto: la squadra è disfunzionale.
Poeta ci ha sempre messo la faccia, anche giovedì, quando forse stava già comunicando quello che sarebbe stato il suo futuro: “Io le sto provando tutte. Siamo a +8 a inizio quarto quarto, sbagliamo tre tiri completamente aperti, loro segnano due canestri marcati. Poi perdi fiducia, nel momento in cui siamo... Un mese difficilissimo, io posso solo continuare a lavorare. Però, se sei pari nel finale, comunque vuol dire che la squadra è viva. Cambiare? È una valutazione della società sul mercato e sul resto. Io sto affrontando le prime difficoltà reali, dopo due anni fantastici. L’unico modo che conosco è lavorare al massimo in palestra e al video. E metterci la faccia. Per il resto, sono valutazioni che fa la società”.
Nel comunicato ufficiale si legge che la squadra sarà affidata “ad interim” al vice Marco Ramondino (ex Tortona), ma è già stato individuato il successore. Infatti dovrebbe essere Luca Banchi, attuale ct dell’ItalBasket, ad ereditare la panchina dell’Armani che già ben conosce. Banchi ha allenato per un biennio il club biancorosso, dal 2013 al 2015, vincendo il primo Scudetto dell’era Armani dopo un’attesa lunga 18 anni.
