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Beatrice Rana alla Scala apre la stagione del piano

Un repertorio studiato per il balletto fra Prokof'ev, Debussy e Cajkovskij

Beatrice Rana alla Scala apre la stagione del piano
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Questa sera alle 20, alla Scala, tocca a Beatrice Rana aprire la rassegna "Grandi pianisti alla Scala". Sarà, il suo, un recital raffinato che esalta l'energia ritmica e pensato per il balletto. Rana è interprete capace di coniugare brillantezza tecnica e profondità poetica, presenterà un repertorio che attraversa tre mondi sonori diversissimi: il teatro musicale di Prokof'ev, il laboratorio timbrico di Debussy e la fantasia virtuosistica della grande tradizione della trascrizione. Il programma si apre con una selezione dai Dieci pezzi per pianoforte da Romeo e Giulietta op. 75 di Sergej Prokof'ev, pagine in cui l'immaginario del balletto si concentra in scene e caratteri scolpiti con taglio teatrale. Seguono gli Études, Libro II di Claude Debussy, vertice di ricerca del compositore francese sul tocco e sul colore. Pëtr Il'i Cajkovskij ritorna con una scelta da Lo schiaccianoci op. 71 nella celebre trascrizione per pianoforte di Mikhail Pletnev, che trasforma la tavolozza orchestrale in una spettacolare prova di virtuosismo e fantasia. A chiudere la serata è ancora Prokof'ev con la Sonata n. 6 in la magg. op. 82, grande affresco drammatico e incalzante, di travolgente tensione espressiva.

Il ciclo "Grandi pianisti alla Scala" prosegue con quattro appuntamenti: Yefim Bronfman (8 marzo 2026), Hélène Grimaud (22 marzo 2026), Arcadi Volodos (17 maggio 2026) e Rudolf Buchbinder (4 ottobre 2026).

Beatrice Rana ha debuttato con la Filarmonica della Scala nel 2015 e, da allora, è regolarmente ospite al Piermarini. Nel 2026 tornerà alla Scala - oltre a stasera - con la eská Filharmonie diretta da Semyon Bychkov il 28 febbraio.

Nata a Lecce in una famiglia di musicisti, ha iniziato a studiare musica a quattro anni e ha debuttato come solista a nove.

Si è diplomata in pianoforte sotto la guida di Benedetto Lupo al Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli, dove ha anche studiato composizione con Marco Della Sciucca, perfezionandosi poi con Arie Vardi ad Hannover e all'Accademia di Santa Cecilia a Roma. Ha vinto numerosi concorsi pianistici internazionali tra cui, a diciotto anni, quello di Montreal (primo premio), il Muzio Clementi e il Van Cliburn (medaglia d'argento e premio del pubblico).

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