La bella voce dei libri che va anche a San Vittore

Elena Gaiardoni

Sotto la pioggia, ma con file di gente. Così si è chiusa ieri al Castello Sforzesco la quinta edizione di BookCity Milano che potremmo definire «La voce dei libri». Un richiamo sempre più forte: più di 160mila visitatori, oltre mille eventi, 1.700 ospiti, 260 sedi coinvolte in ogni zona, 200 case editrici, 250 scuole, 1.300 classi, 165 progetti didattici, 99 incontri nelle Università, 350 volontari impegnati nei servizi. «La magia dell'evento consiste nell'aver coinvolto l'intera filiera del libro. Il grande pubblico confluito ha potuto intervenire in un dibattito su vari temi» ha detto l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Milano si riconferma appello di cultura, musa di bellezza, fucina di vivacità del pensiero tra la lentezza della riflessione e la velocità dei nuovi mezzi come i social. Tra ottobre e novembre sono state quasi sei milioni le persone coinvolte tra Facebook e Twitter. Immersa in un'atmosfera oltre il tempo si è svolta, al Padiglione Visconti e ai Laboratori Scala Ansaldo, la maratona lunga una notte «Le voci della città», un progetto a cura di Daniele Abbado, una no stop di lettura ad alta voce sul tema de Le città invisibili. «Leggere è come viaggiare» ha detto la scrittrice Dacia Maraini, e Milano legge, viaggia tra la realtà e orizzonti più vasti.

La cultura non vuole sbarre, come ben esprime anche l'iniziativa #zanzaunlibro, «acquista un libro per la biblioteca di San Vittore». Più di cento volumi raccolti in due giorni all'interno del gazebo-libreria allestito nel cortile del Castello, titoli che andranno ai carcerati della casa circondariale. «Le persone sono tornate per portarci anche libri personali. Volevano che i detenuti avessero volumi vissuti da loro. Segno molto significativo» hanno detto al punto di raccolta, dove veniva dato anche il giornale «Oltre gli occhi» scritto dalle carcerate.

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