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Le armi servono a sparare, la famiglia nel bosco e Charlie Hebdo: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: i dazi di Trump, il monopattino spaziale e Allegri

Le armi servono a sparare, la famiglia nel bosco e Charlie Hebdo: quindi, oggi...
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- Leggo sul Corsera che i dazi di Trump sarebbero un “successo economico”, visto che non hanno prodotto il disastro annunciato da tutti gli analisti e che il ruolo degli Usa nel mondo ha ritrovato slancio. Non dico che i dazi siano un colpo di genio, ma ho più volte scritto che, se sei gli Stati Uniti d’America, puoi permetterti strappi che altri Stati si sognano. Secondo voi, qualcuno si scuserà per le errate previsioni?

- Chi è il genio (del male) che è riuscito ad andare a 100 km orari su un monopattino elettrico? Gli hanno sequestrato il mezzo, ma almeno un premio per il coraggio credo se lo meriti (si scherza).

- Avete visto il video che mostra l’esatto momento in cui un carabiniere spara a un ladro siriano che aveva cercato di colpire con un cacciavite il collega? E quello realizzato dall’agente dell’Ice, a Minneapolis, poco prima di uccidere la donna alla guida? Direte: perché metterli a confronto? Facile. Perché viviamo in un mondo davvero strano, incapace di ragionare col buonsenso. Cominciamo con gli Stati Uniti. L’agente poteva forse evitare di sparare? Forse. Ma è innegabile che, se la donna fosse stata collaborativa, si fosse fermata e fosse scesa dall’auto, oggi sarebbe ancora viva. Arriviamo a noi. Il carabiniere che vedete nel filmato è stato condannato per eccesso colposo nell’uso legittimo dell’arma. Lo ripeto: eccesso colposo, non dolo, nell’uso di un’arma che era legittimato a portare. Spiegatemi: se i nostri militari non possono sparare nemmeno quando un ladro colto in flagrante aggredisce un militare e scappa, a cosa diamo le armi ai poliziotti? Per mostrarle? Per divertimento? Ci siamo dimenticati che oggi forse Cerciello Rega, un servitore dello Stato, sarebbe vivo se lui e il collega non avessero lasciato l’arma nell’armadietto? Bisogna fare pace col cervello. O le pistole servono a mantenere l’ordine e la sicurezza — di tutti e soprattutto degli operatori — oppure non ha senso fornirle se poi, al primo proiettile esploso, gli agenti devono passare le pene dell’inferno. Occorre arrivare all’estremo americano? No. Basterebbe un po’ di buonsenso. E bene ha fatto il ministro Crosetto a telefonare al militare condannato per dimostrare la vicinanza del governo di fronte a una sentenza che grida vendetta.

- Secondo Allegri, il fatto che un suo calciatore abbia rovinato il dischetto del rigore prima che l’avversario lo calciasse sarebbe “il bello del calcio”. Ora, io capisco le furberie che ci sono sempre state in tutti gli sport. Ma tali sono, ovvero mezzucci per provare a vincere. La sportività e l’essenza di un gioco sono altro, caro Max. Ma in fondo, da chi permette che i calciatori fingano a ogni contrasto di essersi spaccati una gamba, cosa vuoi aspettarti?

- Non ho grandi simpatie per Charlie Hebdo. E la sua vignetta su Crans-Montana è bruttina. Però odio ancor di più gli ipocriti. Se abbiamo difeso il settimanale satirico per le vignette durissime contro Maometto — che agli occhi dei musulmani sono ben peggiori di quella su Crans-Montana — allora non possiamo indignarci per quella odierna.

Ne va della nostra credibilità.

- La mamma della famiglia nel bosco non deve essere una semplice. Però vorrei ricordarvi che è lei la madre. Ed è lei che dovrebbe decidere come educare le sue figlie. Non gli assistenti sociali.

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