Berlusconi-Fini, oggi vertice che ridisegna il Pdl

Nel pomeriggio l’incontro tra i due presidenti: sul tavolo soprattutto le candidature per le regionali con il nodo Veneto e il ruolo del triumvirato alla guida del movimento. Ieri sera, bagno di folla del Cavaliere nel centro di Arcore dove si festeggiava il patrono

Berlusconi-Fini, oggi vertice che ridisegna il Pdl

Roma - Dopo un fine settimana barricato a Villa San Martino alle prese con i dossier economici che giovedì e venerdì saranno discussi al G20 di Pittsburgh e con la complessa partita delle candidature per le regionali 2010, Silvio Berlusconi decide di concedersi una piccola pausa. E quando è ormai tardo pomeriggio sale in macchina per una rapida puntata nel centro di Arcore dove i quattro rioni della cittadina brianzola stanno sfilando in onore del patrono Sant’Eustorgio. Immancabile la passeggiata, con la consueta sequenza di strette di mano, autografi e fotografie. Certo, ad Arcore il Cavaliere gioca in casa, ma quelli che lo applaudono e lo invitano a «non mollare» sono davvero tanti, al punto che pure il premier - non certo nuovo ai bagni di folla - lo considera in qualche modo un termometro positivo del suo gradimento visto che era da prima della pausa estiva che aveva in qualche modo «sospeso» la consuetudine delle passeggiate.
Qualche ora di relax prima di cena, dunque, in vista anche della giornata di oggi. Che, dopo i funerali di Stato dei militari morti a Kabul, sarà focalizzata sull’atteso faccia a faccia con Gianfranco Fini. Ed è anche in vista dell’incontro con il presidente della Camera che il premier ha voluto lavorare alla questione Regionali. Già, perché i due di tutto parleranno fuorché dei temi politici di cui s’è discusso ultimamente - dal biotestamento alla cittadinanza -, visto che per Berlusconi non è mai stato un problema il fatto che Fini abbia posizioni che lui stesso definisce di «minoranza». Al centro del vis-à-vis, invece, i meccanismi decisionali interni al Pdl. Che, spiega il deputato Giorgio Straquadanio, «certo non significa mettere in dubbio la leadership di Berlusconi altrimenti non sarebbe più il Pdl ma un’altra cosa».

Le questioni, dunque, sono soprattutto due. In primo luogo, una condivisione sui nomi dei candidati alle Regionali, perché Fini ha detto chiaro e tondo di non voler restare alla finestra. E se nel Lazio sembra in vantaggio Renata Polverini (molto gradita all’ex leader di An), in Campania dovrebbe invece correre l’ex azzurro Nicola Cosentino (ma resta l’ipotesi Mara Carfagna). Il nodo, però, potrebbe essere il Veneto. Perché se Berlusconi sembra intenzionato a cedere alle insistenze della Lega, Fini potrebbe decidere di sostenere l’uscente Giancarlo Galan. Sul punto è stato chiaro: nella maggioranza il Carroccio ha troppo peso e il suo ruolo va ridimensionato. Anche per questo, forse, Roberto Calderoli fa sapere che piuttosto che sostenere Galan la Lega «è pronta ad andare da sola». Altro capitolo, invece, quello dell’alleanza con l’Udc. Il Cavaliere, infatti, avrebbe deciso di rompere gli indugi. «Non possiamo perdere tempo - ragionava in privato il premier - ad aspettare loro. Intanto decidiamo i candidati, poi sarà dell’Udc il problema di scegliere se venire con noi o con la sinistra». Con l’accortezza, ovviamente, di puntare a nomi che possano essere graditi a Pier Ferdinando Casini almeno nelle regioni in bilico (come quello di Stefano Dambruoso in Puglia).

Sul tavolo, anche il ruolo del triumvirato che guida il partito, visto che per ragioni diverse sia Berlusconi che Fini starebbero pensando di passare ad un solo coordinatore (indicato dal primo), coadiuvato da un vice (indicato dal secondo). I nomi si sprecano, ma è probabile che la questione - per certi versi esplosiva - sia rimandata a dopo le Regionali di marzo.

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