Berlusconi: "Manovra? Non l'ho ancora firmata" Epifani: "Forse sciopero generale il 25 giugno"

Il premier: "Abbiamo rimesso la barca sulla giusta rotta con una risposta immediata ad una crisi improvvisa". Poi rispondendo ai giornalisti: "La manovra? Non l'ho ancora firmata". A chi critica la finanziaria: "Suggerisco di leggerla con maggiore attenzione". Epifani: "Probabile sciopero generale il 25 giugno"

Berlusconi: "Manovra? Non l'ho ancora firmata" 
Epifani: "Forse sciopero generale il 25 giugno"

Roma - "No, non abbiamo parlato di manovra: non è ancora arrivata, devo ancora firmarla". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una passeggiata per il centro di Roma, conversando con i cronisti, ha risposto alla domanda se al Quirinale avesse parlato della manovra economica. Il presidente del Consiglio è tornato tra i negozi di antiquariato e le boutique di via dei Coronari concedendosi una lunga passeggiata per il centro di Roma dopo essere salito al Colle. Sorrisi e diverse strette di mano con i passanti e alcuni turisti, ma nessuna voglia di parlare con i giornalisti. Poco prima di salire sulla blindata, però, dietro l’insistenza dei cronisti che gli chiedono se avesse parlato di manovra con Giorgio Napolitano, il premier ha risposto: "No non abbiamo parlato di manovra. E poi lo sapete di cosa abbiamo parlato, c’è un comunicato: abbiamo parlato dei cavalieri del lavoro". E poi, ha tagliato corto Berlusconi "sapete che non parlo più per strada". Ma dietro l’insistenza dei giornalisti il premier ha replicato: "No, la manovra non è ancora arrivata e devo ancora firmarla".

"La rotta è giusta" "Abbiamo rimesso la barca sulla giusta rotta", dando "una risposta immediata ad una crisi improvvisa". In un collegamento telefonico con Belpietro su Canale 5, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è nuovamente soffermato sulla manovra sottolineando che il governo "non ha messo le mani nelle tasche degli italiani e abbiamo fatto una manovra efficace".

I costi dello Stato "Il nostro Stato costa troppo - ha spiegato il premier - per questo siamo intervenuti con la logica del padre di famiglia. Serviva una risposta immediata e il Governo l’ha data". Con la manovra, ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio, "continueremo a restare tra i Paesi virtuosi in Europa anche perchè negli ultimi due anni siamo stati i più bravi a tenere sotto controllo i conti pubblici". Il capo del Governo, quindi, ha affermato di essere ottimista: "Possiamo guardare avanti con fiducia perchè ci sono dei segnali positivi. E' in atto una ripresa dei consumi, della produzione e delle esportazioni". Berlusconi più volte, nel collegamento telefonico con Belpietro, rimarca che la crisi è "senza precedenti" perché "c’è stato un attacco improvviso all’euro ai primi giorni di maggio che rischiava di colpire i ricavi delle imprese, le pensioni, i salari, rischiava di farci male ma io - ha continuato il presidente del Consiglio - sono stato tra i primi premier ad intuire la gravità della crisi e a reagire".

La manovra finanziaria "Non è affatto macelleria sociale, è un provvedimento inevitabile ma non abbiamo assolutamente tagliato la sanità e le pensioni", ha spiegato Berlusconi puntualizzando che nella manovra sono inserite anche "riforme strutturali". Il presidente del Consiglio si è soffermato soprattutto sulla lotta all’evasione fiscale. "I comuni saranno maggiormente coinvolti" per fare combattere l’evasione. Non solo. "Il sostegno finanziario alle missioni all’estero è assicurato", ha continuato il premier spiegando che quella riguardante le missioni all’estero "è una voce di spesa del bilancio che non verrà toccata". Poi un invito a chi critica la manovra: "Suggerisco di leggere con maggiore attenzione i 54 articoli della manovra a partire dal primo capitolo sulla competitività economica e sostenibilità finanziaria".

L'approdo in Parlamento Berlusconi ha assicurato di non temere che la manovra possa essere occasione di scontro nella maggioranza quando arriverà nelle aule parlamentari. "Il Governo è coeso", ha ribadito il Cavaliere. Unità che, ha sottolineato il premier, "è stata riconosciuta anche da Fini" mentre "la Lega da alleato forte e leale sostiene convintamente" il provvedimento anche perché, ha rimarcato ancora il premier, "alcuni contenuti corrispondono alla logica federalista".

L'iter del federalismo Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che "per non lasciare spazio ai retro pensieri abbiamo deciso di varare una commissione all’interno del Pdl che concluderà il suo esame entro l’estate." "I vari decreti attuativi - ha continuato Berlusconi - vedranno la luce entro i tempi richiesti. La crisi non rallenterà il federalismo".

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