Il bestseller da ombrellone vien dall'alpe

Finalmente in classifica abbiamo qualcuno che sforna numeri degni di un vero bestseller estivo. Era ora, visti i devastanti effetti del lockdown sul mercato librario.

Finalmente in classifica abbiamo qualcuno che sforna numeri degni di un vero bestseller estivo. Era ora, visti i devastanti effetti del lockdown sul mercato librario. Al vertice della Top ten anche questa settimana, come nella precedente, c'è lo svizzero Joël Dicker con il suo nuovo giallo: L'enigma della camera 622 (La nave di Teseo). Questo thriller alpino, con l'alta finanza sullo sfondo, tocca la ragguardevole quota di 14mila e duecentoventisette copie. Quindi posizione stabile, più che primi non si può essere, ma vendite in fase ancora ascendente (numeri così non si vedevano da un bel po'). Tanto che il secondo - anche qui posizione stabile - ovvero il regista Ferzan Özpetek con il suo romanzo Come un respiro (Mondadori), deve accontentarsi di circa la metà delle copie: 7mila e seicentoventidue. Non si muove dalla sua posizione, la terza, nemmeno lo youtuber Lyon Gamer che con Le storie del mistero (Magazzini Salani) piazza 5mila e seicentodue volumi.

C'è più movimento nella parte bassa della classifica, dove un bel salto verso l'alto, sino al quarto posto, lo fa Valérie Perrin (Cambiare l'acqua ai fiori, edito da e/o). Questo romanzo molto al femminile, che ha vinto in Francia il Prix Maison de la Presse, convince questa settimana ben 5mila e trecentosessantacinque lettori (che saranno per lo più lettrici). Debutta bene anche Marco Malvaldi con il suo nuovo giallo Il borghese Pellegrino (Sellerio), in cui a indagare è nuovamente (come nel romanzo Odore di chiuso) il padre della scienza gastronomica italiana: Pellegrino Artusi. Già nella settimana d'esordio conta 3mila e ottocento copie più spiccioli e settimo posto. Niente male, vedremo se poi Malvaldi, come è probabile, avrà la forza per portarsi verso le prime posizioni. Del resto l'estate è proprio la stagione del giallo, e si vede. Oltre ai già citati ci sono Camilla Läckberg al sesto posto (Ali d'argento, Marsilio) e Cristina Cassar Scalia all'ottavo (La salita dei Saponari, Einaudi). Ma quest'anno va bene così: meglio libri con il morto che la morte dei libri causa crisi.

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