Biglietti più cari in arrivo dalle compagnie aeree

È ormai tempo d’estate e di vacanze: una stagione turistica per eccellenza si apre all’insegna degli aumenti. Alla faccia della crisi economica. A colpire maggiormente le tasche dei viaggiatori ci pensano le compagnie aeree. Le cause, dicono i dati, sono da ricondurre alla forte crisi economica che ha colpito i mercati internazionali nel 2009. Inevitabili, quindi, anche i tagli al personale aeronautico e la riduzione delle tratte a traffico limitato. Ma la ripresa, nonostante tutto, non è un lontano barlume di speranza. I segnali ci sono stati già nel primo semestre del 2010, con il traffico aereo che riprende quota, seppur a piccoli passi. Allora quale momento migliore per le compagnie, per aumentare le tariffe ai viaggiatori se non questo. Ad incrementare le tariffe ci pensano anche le compagnie «low cost», che avevano fatto del prezzo popolare la propria bandiera. Oggi le compagnie hanno come obiettivo primario quello di riempire gli aerei al massimo, lasciando il minor numero di posti vuoti. Nonostante tutto continueranno a crescere le prenotazioni «overfull», da tutto esaurito e anche più. Una pratica che in passato ha già creato numerosi disagi. Non sarà difficile trovare negli aeroporti viaggiatori in «pena» per il loro volo, con tanto di prenotazione, dirottato su altri orari o ancor peggio compagnie satellite. Una vera odissea che porta non pochi problemi ai malcapitati. Ma nel turbine degli aumenti, troviamo compagnie che non aumenteranno le tariffe e saranno rigorose nelle prenotazioni «no overbooking»: come le dorate compagnie arabe Emirates e Qatar e quelle orientali, come la Singapore Airlines, reduci da un biennio florido ma che non è riuscito a fare da traino agli altri vettori internazionali. Il sovraffollamento da una parte evitarà il più possibile la cancellazione «last minute» dei voli, dall’altra porterà ad una considerevole riduzione dell’offerta e della scontistica. Il voli più cari e i biglietti venduti in sovrannumero sono la conseguenza di una «diffidenza» delle compagnie che non credono in una ripresa del settore. Se alla diffidenza e alla crisi dei mercati ci si mette anche l’eredità del vulcano Eyjafjallajokull e del blocco quasi totale dei voli a causa delle sue ceneri «svolazzanti» per tutta l’Europa, le conclusioni sono presto fatte. A minare l’estate dei viaggiatori non ci saranno solo aumenti delle tariffe, ma anche l’ipotesi, non troppo remota, di una serie di scioperi del personale di terra e di bordo. Allarmi, che almeno per il momento, sono di difficile previsione.

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