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Auto green, buco da 65 miliardi

La retromarcia sull'elettrico sta costando cara alle aziende produttrici

Auto green, buco da 65 miliardi
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Fino a ieri, il futuro profumava di ozono e silenzio. Doveva essere la rivoluzione che avrebbe rottamato il secolo del petrolio, un'ascesa inarrestabile verso città pulite e motori a emissioni zero. Ma il silenzio elettrico è stato interrotto da un rumore molto meno poetico: quello dei bilanci che si schiantano. Quel futuro che doveva renderci tutti più verdi ha presentato un conto rosso, un buco da 65 miliardi di dollari.

Negli ultimi mesi, ancora di più dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, le case automobilistiche sono state costrette a rivedere i loro piani di investimento e di produzione di veicoli elettrici. E proprio le aziende che avevano puntato con maggiore decisione sull'elettrico sono oggi quelle più colpite.

Guardando alle singole società, solo nell'ultimo mese Stellantis ha sostenuto una spesa di 26 miliardi di dollari per eliminare alcuni modelli completamente elettrici e, invece, riportare in auge il popolare motore V8 Hemi negli Stati Uniti. Accanto a questo, ha recentemente deciso di ripristinare i motori diesel per diversi modelli europei. La svalutazione ha avuto un effetto diretto anche sul mercato, innescando una vendita massiccia di azioni che ha ridotto il suo valore di mercato di circa 6 miliardi. Ma Stellantis non è l'unica. Ford ha recentemente reso nota una svalutazione di 19,5 miliardi a seguito della cancellazione del suo pick-up elettrico F-150, mentre Volkswagen, Volvo Cars e Polestar hanno tutte subito un duro colpo ai loro programmi di veicoli elettrici nell'ultimo anno. Honda, l'unica casa automobilistica giapponese ad aver dichiarato l'intenzione di interrompere la produzione di veicoli a benzina e diesel entro il 2040, la scorsa settimana ha previsto perdite annuali per 4,5 miliardi relative ai modelli elettrici, inclusi 1,9 miliardi di svalutazioni. Negli Stati Uniti, invece, General Motors a sua volta ha svalutato 7,6 miliardi delle proprie attività nel settore dei veicoli a batteria.

Secondo il Financial Times, però, accanto ai cambiamenti normativi negli Usa, a pesare sui bilanci delle case automobilistiche, è stata la delusione dei consumatori di fronte al loro tentativo di replicare il successo iniziale ottenuto da Tesla quando ha rivoluzionato il mercato dei veicoli elettrici negli Stati Uniti. Il loro errore è stato quello, da una parte, di non riuscire a offrire veicoli che soddisfacessero le aspettative in termini di prezzo e autonomia, e, d'altro canto, mancava anche l'infrastruttura di ricarica.

Che sia chiaro, anche Tesla non ne è uscita incolume: la società ha subito un calo significativo delle vendite a causa della concorrenza dei rivali cinesi.

Cinesi che, grazie a Byd, occupano oggi una fetta molto grande del mercato delle auto elettriche. La società si è infatti consolidata come leader mondiale nei veicoli a nuova energia, superando Tesla con oltre 4,6 milioni di veicoli venduti nel 2025.

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