Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:26
In evidenzaAggiornato alle ore 05:26
Borsa e mercati

Stm batte le attese ma crolla in Borsa

Il gruppo punta sui data center e vede 18 miliardi di ricavi: a Piazza Affari fa -17,7%. Giù anche Alphabet

Consob, la prima relazione di una presidente donna

Se succede una volta è un caso, due iniziano a fare pensare e alla terza, le coincidenze smettono di esistere. Ora la stagione delle trimestrali tech entra nel vivo e il copione si ripete: risultati da record, ma mai abbastanza per soddisfare il mercato.

Ieri questa sorte è toccata all’Italia: Stmicroelectronics ha chiuso la giornata - nonostante risultati sopra le aspettative - bruciando il 17,7%, chiudendo la seduta a 47,9 euro per azione, dopo il picco di quasi 70 euro toccato il 22 giugno. La società italo-francese ha archiviato il secondo trimestre con 3,49 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 26% rispetto ai 2,77 miliardi realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente. Positivo anche il dato sugli utili che valgono 222 milioni, un salto non indifferente rispetto alla perdita di 97 milioni del secondo trimestre del 2025. Numeri che, in qualsiasi altro settore, sarebbero bastati per festeggiare, anche nell’ottica di una previsione di crescita dei ricavi a 18 miliardi entro il 2028, spinti dagli investimenti in data center, ma che hanno deluso il mercato.

Non una novità assoluta, tutto era iniziato qualche settimana fa con Samsung quando, dopo una crescita trimestrale di 19 volte superiore allo scorso anno, aveva bruciato 100 miliardi in Borsa. Ieri però a frenare non è stata solo l’Italia, anche Wall Street è stata costretta ad affrontare una giornata complessa. Nella notte tra mercoledì e giovedì Alphabet e Tesla hanno pubblicato i loro risultati trimestrali. Google ha portato a casa il suo dato migliore di sempre, con ricavi di 119,8 miliardi di dollari, spinti soprattutto dalla sezione cloud che è cresciuta dell’82%. Eppure, l’aumento delle previsioni sulle spese per il 2026, portandole a un range tra 195 e 205 miliardi, ha innescato una dura reazione del mercato e, così, il titolo ha bruciato quasi il 7% in Borsa. Stessa sorte per Tesla: è vero, i ricavi sono stati superiori alle attese (28,24 miliardi), ma la spesa, guidata dall’IA, è cresciuta del 142% e, in risposta, le azioni sono crollate di quasi il 14%.

Il messaggio è chiaro: nell’era dell’IA la crescita è diventata la normalità. E quando l’eccezionale diventa ordinario, anche i record si trasformano in delusioni.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.