La Borsa di Milano ha chiuso il primo semestre del 2026 da regina d’Europa: il Ftse Mib ha guadagnato il 15% da inizio anno, violando quota 50mila e toccando nuovi massimi storici dal 2000. Piazza affari ha fatto meglio di Madrid e Amsterdam ferme al +13%, Francoforte al +2% e Parigi al +3%. E pure di Wall Street, e Nasdaq avanti rispettivamente del 9% e del 12%. Il dato colpisce perché matura nel contesto peggiore immaginabile. Nei primi sei mesi dell’anno il mondo ha convissuto con la guerra in Iran, le tensioni in Medio Oriente, il conflitto in Ucraina, un’inflazione è ripartita e la crescita globale in rallentamento. A completare il quadro è arrivato il primo rialzo dei tassi Bce da oltre un anno, mentre alla Federal Reserve è cambiato il presidente, senza però tagliare i tassi come voleva Donald Trump, che ha nominato Kevin Warsh anche a questo scopo. Come si spiega il paradosso?
La prima risposta è che i mercati guardano agli utili, non ai titoli dei media. E le imprese hanno difeso i margini e continuano a macinare profitti: per l’Europa le stime parlano di utili in crescita del 13% quest’anno. C’è poi la lezione della guerra in Iran, scoppiata a fine febbraio: ha pesato più sulle materie prime e sui bond che sull’azionario. La crisi di Hormuz aveva fatto impennare il petrolio, ma la de-escalation e la riapertura dello Stretto hanno riportato il greggio verso i 72 dollari, sgonfiando la paura di un nuovo shock inflazionistico.
Sullo sfondo resta poi il forte traino strutturale dell’intelligenza artificiale.
Ma Milano ha una marcia in più: banche e assicurazioni pesano circa la metà dell’indice, con il solo comparto creditizio vicino al 39%. E proprio le banche sono state protagoniste della seconda ondata di risiko, che ha alimentato i corsi con l’attesa di sinergie e fusioni, premiando anche gli istituti non coinvolti.
Insomma un insieme di fattori che, scongiurato il rischio di una recessione, continua a spingere i mercati. Almeno fino a quando cambierà il vento. L’estate, tipicamente anomala per i listini, a causa della minore attività, sarà il prossimo banco di prova.