Bossi in Vaticano da Bertone: «Fedeli alle radici cattoliche»

da Roma

Dopo l’incontro con il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, avvenuto lo scorso 3 settembre, i vertici della Lega Nord hanno varcato ieri il Portone di Bronzo e sono stati ricevuti in segreteria di Stato, dal braccio destro di Benedetto XVI, il cardinale Tarcisio Bertone. All’incontro, avvenuto nel pomeriggio, erano presenti il leader della Lega Umberto Bossi, accompagnato dal figlio Renzo, insieme con i capigruppo di Camera e Senato Roberto Cota e Federico Bricolo e al vicepresidente del Senato Rosi Mauro. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, si è limitato a confermare il colloquio senza entrare nel merito dei suoi contenuti, limitandosi a definirlo un «incontro privato».
Dopo la burrasca dello scorso agosto, quando la Lega aveva alzato il tiro usando parole grosse contro la Chiesa, «rea» di aver sollevato critiche verso la politica dei respingimenti e il reato di clandestinità, era stato proprio Bossi a dire che i vertici del Carroccio avrebbero bussato in Vaticano per ottenere udienza. In effetti venne allora inoltrata una richiesta di incontro con il cardinale Bertone. Poi, a sorpresa, proprio nel giorno in cui si dimetteva il direttore di Avvenire Dino Boffo e la Cei viveva giorni difficili, era stato Bagnasco a ricevere Bossi e Calderoli.
Al di là delle intemperanze verbali leghiste contro i «vescovoni», sia i vertici della Conferenza episcopale che quelli della Santa Sede hanno sempre riconosciuto nella Lega una forza popolare con radici cattoliche, nonostante le divergenze in merito alle politiche sull’immigrazione. L’incontro di ieri con Bertone mostra da un lato che Bossi e il suo partito non intendono in alcun modo andare allo scontro con la Chiesa cattolica, dall’altro che il Segretario di Stato di Papa Ratzinger non vuole rinunciare ad avere un suo ruolo nelle vicende politiche italiane. I leghisti si sono recati Oltretevere per rassicurare il Vaticano e hanno ribadito la fedeltà alle radici cattoliche e il loro impegno, nelle sedi parlamentari, nella difesa di quei valori che stanno a cuore alla Chiesa. Un tema delicato che sarebbe stato toccato durante il colloquio è quello della legge sul fine vita attualmente in discussione.
Per il «primo ministro» della Santa Sede quella di ieri è stata un’opportunità per raccomandare ai leader leghisti moderazione sui temi dell’immigrazione e sulla necessità di coniugare sempre il diritto alla sicurezza per i cittadini italiani e la legalità con i diritti umani inalienabili dei migranti.