Nuova notte di attacchi in Medio Oriente. Teheran e Beirut sono state bersaglio di bombardamenti che hanno provocato forti esplosioni, con raid diretti contro obiettivi legati all’Iran e a Hezbollah. Le detonazioni nelle due città segnano un ulteriore passo nell’escalation militare tra Israele e l’asse filo-iraniano. Nelle stesse ore la tensione si è estesa anche all’Iraq, dove razzi e droni hanno preso di mira l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad.
Gli attacchi sono stati in parte intercettati dai sistemi di difesa americani. Uccisi in un raid israeliano alcuni vertici iraniani: Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, e Larijani, capo della sicurezza.Consiglio sicurezza conferma, Larijani è morto
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran ha confermato la morte di Ali Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, dopo che Israele aveva rivendicato in mattinata la sua uccisione in attacchi mirati. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr.
La portaerei Usa Ford a Creta per le riparazioni dopo l'incendio
La portaerei USS Gerald Ford, che ha partecipato all'operazione 'Epic Furty contro l'Iran, sarà riparata presso la base di Souda Bay, a Creta, dopo l'incendio divampato a bordo la scorsa settimana. Lo ha riferito da un funzionario militare americano al New York Times. L'incendio, scoppiato nella lavanderia il 12 marzo, ha richiesto oltre 30 ore per essere domato, mentre le riparazioni dovrebbero richiedere almeno una settimana.
Wsj, Russia intensifica aiuti a Teheran contro forze Usa
La Russia sta intensificando la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni per aiutare Teheran ad individuare e attaccare le forse Usa nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza dei fatti. Le tecnologie fornite da Mosca a Teheran, scrive il Wsj, comprendono componenti per la modifica dei droni Shahed, per migliorarne le capacità di comunicazione, navigazione e puntamento. La Russia sta inoltre mettendo a frutto l'esperienza acquisita nell'impiego dei droni in Ucraina, offrendo indicazioni tattiche sul numero di velivoli da impiegare nelle operazioni e sulle quote di volo più idonee da cui sferrare gli attacchi.
I Pasdaran confermano la morte del capo dei Basij Soleimani
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno confermato la morte del generale Gholamreza Soleimani, capo dell'organizzazione paramilitare Basij, annunciata in precedenza dall'esercito israeliano. Le Guardie hanno dichiarato sul loro sito web ufficiale, Sepah News, che l'alto ufficiale "è stato martirizzato in un attacco terroristico da parte del nemico americano-sionista". Israele ha riferito di aver ucciso il comandante del gruppo responsabile del mantenimento dell'ordine in Iran in un attacco a Teheran, così come il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, la cui morte non è stata confermata.
Media: "Idf può colpire leader Hezbollah-Iran senza autorizzazioni"
Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno dato nuove indicazioni all'Idf: ogni volta che in cui c'è un'intelligence concreta, è autorizzata l'eliminazione immediata di qualsiasi alto esponente iraniano e di Hezbollah, senza attendere l'approvazione del livello politico. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12. Si tratta di una direttiva significativa, poiché spesso le catene di approvazione all'interno dell'esercito e successivamente a livello politico hanno ritardato opportunità operative. Un esempio di un'operazione estremamente significativa avvenuta ieri sera è l'eliminazione del comandante dei Basij, insieme a comandanti di alto livello e a centinaia di altri operativi dell'unità iraniana. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 News: "Stiamo puntando a un momento preciso nel tempo in cui inviteremo le masse a scendere in strada".
Uss Tripoli è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente
La USS Tripoli con a bordo circa 2.200 marines è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate.
Trump: "Guerra finita tra due settimane"
La guerra contro l'Iran è stata una "piccola escursione", e si concluderà "nel giro di un paio di settimane". Lo ha detto Donald Trump durante un evento al Congresso in onore del premier irlandese Michael Martin, in occasione del 'St. Patrick's Day'. "Non ci vorrà ancora molto... Siamo decisamente in anticipo sulla tabella di marcia", ha aggiunto il presidente Usa.
Media: "Nel attacco che ha ucciso Larijani, morti anche il vice e il figlio"
Nell'attacco che ha ucciso Ali Larijani, è morto anche il figlio nonchè Ali Banti, vice del capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Lo ha riferito Iran International, un canale in lingua persiana che trasmette da Londra e associato agli oppositori del regime.
Idf, colpiti militanti e infrastrutture Hezbollah in tutto il Libano 19
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito oggi in tutto il Libano militanti di Hezbollah, lanciarazzi e altre infrastrutture utilizzate dall'organizzazione. La dichiarazione arriva dopo che l'Idf ha avvertito che Hezbollah probabilmente sta pianificando un massiccio lancio di razzi contro Israele questa sera. L'esercito israeliano spiega di aver colpito un lanciarazzi di Hezbollah vicino alla città di Deir ez-Zahrani e, in attacchi separati nel Libano meridionale, di aver ucciso diversi militanti. Un altro raid a Beirut, aggiunge, ha distrutto un edificio utilizzato da Hezbollah per la logistica.
Zelensky: "Possiamo fornire 1000 droni intercettori"
Nel corso di un intervento al parlamento britannico il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che Kiev è in grado di produrre circa 2.000 droni intercettori al giorno e può fornirne la metà ai suoi alleati per contribuire a rafforzare le loro difese nel corso della guerra contro l'Iran.
Trump: "In Iran abbiamo causato danni che nessuno pensava"
"Nessuna pensava che avremmo potuto causare così tanti danni in poco tempo" in Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che per anni Iran "è stato il bullo del mondo". "Siamo in anticipo sulla tabella di marcia. Oggi è stato un grande giorno" in termini di obiettivi colpiti, ha aggiunto. All'Iran ci vorranno "10 anni per riparare i danni", ha messo in evidenza, precisando che gli Stati Uniti devono rendere l'impatto "più permanente".
Trump rimanda la visita di Stato in Cina
La visita in Cina e l'incontro con Xi Jinping avverranno tra "cinque-sei settimane". Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. Inizialmente, la visita del presidente Usa, rinviata a causa della guerra in Iran, era prevista per dal 31 marzo al 2 aprile.
Trump: "Tra poco lo stretto di Hormuz sarà sicuro"
Trump è fiducioso nel fatto che "tra non molto" lo stretto di Hormuz sarà sicuro. "Credo che non manchi molto, stiamo martellando la costa, praticamente la costa e il mare, non mancherÃà molto", ha detto il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale, passando poi a lodare i Paesi del Medio Oriente che, a differenza di quelli della Nato, hanno risposto alla sua richiesta di aiuto. "Gli Stati del Medio Oriente, compreso Israele, sono straordinari, ci stanno aiutando moltissimo".
Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Nato in Iran. Sta facendo un errore stupido"
Donald Trump continua ad attaccare gli alleati della Nato e in un lungo post su Truth scrive di "non aver più bisogno della loro assistenza militare". "Non fanno nulla per noi, in particolare nel momento del bisogno", ha incalzato il tycoon. "Non ci serve l'aiuto di nessuno".
"Non sono sorpreso dalla loro reazione, tuttavia - ha aggiunto - perché ho sempre considerato la Nato, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno. Fortunatamente, abbiamo decimato l'esercito iraniano: la loro Marina è stata distrutta, la loro Aeronautica è stata distrutta, la loro difesa antiaerea e i radar sono stati distrutti e, forse la cosa più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, sono stati eliminati, e non potranno mai più minacciare noi, i nostri alleati mediorientali o il mondo".
Trump: "Il capo dell'antiterrorismo era un debole, felice sia fuori"
"Sono felice che si fuori, sosteneva che l'Iran non era una minaccia". Lo ha detto Donald Trump commentando le dimissioni di Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano. "Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza", ha aggiunto.
Kallas: "La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz"
"La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz. Lavoriamo con i partner del Golfo, con la Giordania, con l'Egitto ma anche con i partner di altre regioni. Cerchiamo di capire che proposte possiamo fare affinché si fermi questa guerra. Siamo tutti d'accordo su una cosa: vogliamo che finisca perché ha un costo troppo elevato per tutti a livello globale". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo.
Crosetto: "Militari evacuati da Baghdad la scorsa notte"
"A Baghdad questa notte, tramite e con l'accordo dei nostri servizi di intelligence che ringrazio per la cooperazione con noi, abbiamo fatto" evacuare alcuni nostri militari "in totale sicurezza: sono già usciti dall'Iraq e sono già arrivati in Kurdistan e adesso arriveranno in Turchia e poi rientrano in Italia". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a 'Diario del Giorno', parlando del rientro di altri militari "quasi totalmente da Baghdad". Crosetto ha spiegato che ne saranno fatti rientrare "ancora una parte da Erbil, ancora una parte da Kuwait: quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare, tutti gli altri sono stati fatti rientrare e saranno fatti rientrare a breve".
Macron esclude operazioni a Hormuz ora, missioni quando tornerà la calma
La Francia esclude di partecipare a "operazioni" per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz "nel contesto attuale" di "bombardamenti" ma una volta che la situazione sarà tornata "più calma" potrebbe partecipare alla "scorta" di navi attraverso il passaggio. "Non partecipiamo a questo conflitto e quindi la Francia non parteciperà mai a operazioni di apertura o di liberazione dello Stretto di Hormuz nell'attuale contesto. Ma siamo convinti che una volta che la situazione sarà più calma, siamo pronti, con altri Paesi, ad assumerci la responsabilità di un sistema di scorta", ha dichiarato il Presidente Emmanuel Macron, sottolineando che tali missioni "implicano anche discussioni, incluso con l'Iran".
Idf: "Hezbollah lancerà un pesante attacco missilistico nelle prossime ore"
L'Idf ha dichiarato di aver individuato un'intensificazione dei preparativi da parte di Hezbollah per lanciare pesanti attacchi missilistici nelle prossime ore, e ha esortato la popolazione a rimanere in allerta. L'esercito ha dichiarato di aver scelto di avvisare il pubblico in anticipo, dopo essersi astenuto dal farlo durante la precedente escalation dei giorni scorsi. Il comando Nord sta lavorando per sventare gli attacchi pianificati attraverso raid aerei e bombardamenti da terra, oltre alla sorveglianza dei comandanti di Hezbollah e ad altre misure che per ora non state riferite.
Trump: "Stiamo stravincendo la guerra, non ci vorrà molto tempo"
"Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in una breve telefonata con il Corriere della Sera. "Francamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere, e non ci vorrà molto tempo", ha aggiunto. Le parole del tycoon arrivano il giorno dopo il rifiuto da parte di diversi Paesi europei, inclusa l’Italia, di inviare navi per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Un rifiuto di cui Trump si era detto deluso aggiungendo però che gli Stati Uniti "sono il Paese più forte del mondo" e "non hanno bisogno di nessuno".
Netanyahu, morte Larijani offre a iraniani l'opportunità di rovesciare regime
"Abbiamo eliminato Ali Larijani, il boss dei Guardiani della Rivoluzione, il gruppo di gangster che de facto governa l'Iran e insieme a lui anche il capo della Forza Basij che diffonde il terrore tra la popolazione iraniana". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. "Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e stiamo indebolendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo. Non accadrà tutto in una volta, non sarà facile. Ma se persevereremo, daremo loro la possibilità di prendere in mano il proprio destino".
Il capo del centro per l'antiterrorismo Usa si dimette per la guerra in Iran
Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X.
In una lettera indirizzata a Donald Trump, Kent ha denunciato la "campagna di disinformazione" orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato la "piattaforma America First" del presidente. Sostenitore di Trump da anni, Kent è un veterano della guerra in Iraq e, nella missiva, ha spiegato come a suo avviso le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. Kent ha quindi fatto riferimento alla sua defunta moglie Shannon, crittografa militare morta in Siria. "Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane", ha messo in evidenza. Con l'uscita di Kent, la direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard perde un consigliere importante, uno che finora ha premuto per un approccio più moderato nella politica estera.
After much reflection, I have decided to resign from my position as Director of the National Counterterrorism Center, effective today.
— Joe Kent (@joekent16jan19) March 17, 2026
I cannot in good conscience support the ongoing war in Iran. Iran posed no imminent threat to our nation, and it is clear that we started this… pic.twitter.com/prtu86DpEr
Media: 300 membri dei Basij uccisi in raid israeliani
Secondo Iran International, organo di stampa dell'opposizione iraniana con sede a Londra, circa 300 membri del Basij sarebbero stati uccisi in una serie di attacchi notturni nella Repubblica islamica. I Basij conducono operazioni di repressione per conto del regime e sopprimono violentemente il dissenso. Israele ha ufficializzato di aver ucciso il capo delle forze speciali, Gholamreza Soleimani, il suo vice e altri alti funzionari, ma non ha fornito cifre precise.
L'Iran confisca centinaia di dispositivi Starlink
Il Ministero dell'Intelligence iraniano afferma in un comunicato di aver confiscato "centinaia di dispositivi Starlink inviati dal nemico", riferendosi a Stati Uniti e Israele. Lo riporta la Bbc citando media iraniani. Nella nota Teheran ricorda che, secondo la legge, acquisire e utilizzare Starlink è un "crimine" e che durante la guerra chiunque lo faccia sarà punito con la "pena più severa". L'utilizzo di Starlink in Iran è punibile con una pena detentiva fino a due anni, sottolinea il media britannico, ricordando che è nel Paese è in vigore un'interruzione di internet dall'inizio della guerra, ma i residenti più esperti di tecnologia stanno utilizzando i dispositivi Starlink di SpaceX e condividendo le proprie connessioni con altri.
Qatar, intercettata ondata di attacchi missilistici
Le autorità del Qatar hanno appena diffuso un avviso in cui si afferma che "una minaccia alla sicurezza è stata eliminata e la situazione è tornata alla normalità". Lo riporta Al Jazeera. Il mnistero della Difesa di Doha ha aggiunto che le sue forze armate "hanno intercettato con successo una seconda ondata di attacchi missilistici, diretti contro lo Stato del Qatar".
L'esperto: "Larijani guidava il Paese, ora svolta militarista con Qalibaf"
Se confermata", l'uccisione del segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, "non è solo un duro colpo per il regime, ma anche alla sua capacità di ragionare politicamente in piena guerra". Lo dice all'Adnkronos il direttore dell'Iran Project presso l'International Crisis Group (Icg) di Bruxelles, Ali Vaez, commentando la notizia della morte dell'ex presidente del Parlamento, confermata dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, insieme a quella del capo dei Basij, Gholam Reza Soleimani. Secondo Vaez, "certamente" dopo l'assassinio della Guida Suprema, l'eliminazionale di Larijani rappresenta il colpo più duro inflitto a Teheran da Israele e dagli Stati Uniti dal momento che il capo della Sicurezza nazionale "gestiva il Paese già prima della morte di Khamenei". Per l'esperto, con la sua morte "sarà (Mohammad Bagher, ndr) Ghalibaf a prendere il suo posto, rendendo il sistema ancora più militarizzato". Per Vaez, Israele punta al regime change, ma questo "era chiaro fin dall'inizio".
Teheran smentisce che Mojtaba Khamenei sia in Russia per cure mediche
L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha smentito le notizie secondo cui il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei si troverebbe in Russia per cure mediche. "Prima del giorno dell'aggressione americana e sionista contro l'Iran, la mattina del mese sacro più venerato, la notizia della fuga del martire Khamenei in Venezuela e Russia ha dominato la copertura mediatica del movimento satanico. Oggi, la notizia del trasferimento della Guida suprema della Rivoluzione in Russia per cure è una nuova guerra psicologica. I leader iraniani non hanno bisogno di fuggire e nascondersi nei rifugi", ha dichiarato Jalali, citato dalla Tass. Ieri la testata kuwaitiana Al-Jarida, avava riferito che Mojtaba Khamenei sarebbe stato segretamente trasportato a Mosca su un aereo militare russo per sottoporsi a un intervento chirurgico, dopo essere rimasto ferito nell'attacco del 28 febbraio.
Media: "Larijani ucciso mentre era nascosto con il figlio in un rifugio"
Ali Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12, secondo cui il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato inizialmente pianificato per la notte tra domenica e lunedì ma è stato rimandato all'ultimo minuto. E ieri pomeriggio è arrivata l'informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui l'ordine di attaccare.
Mojtaba Khamenei: "Non è momento giusto per la pace"
La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, durante una riunione ha affermato che "non è il momento giusto per la pace", sottolineando che gli Stati Uniti ed Israele devono essere sconfitti e risarcire la Repubblica islamica per i danni di guerra. Lo ha riferito un funzionario iraniano di alto rango alla Reuters, secondo quanto riferito da al-Arabiya.
Pubblicato messaggio postumo di Larijani: "Martirio sacrificio per nazione"
Pubblicato sull'account Telegram di Ali Larijani un messaggio per ricordare i marinai uccisi in un attacco contro la fregata "Dena" subito dopo la conferma da parte israeliana della sua morte in un raid la scorsa notte. Si legge nel messaggio: "Il martirio dei valorosi marinai della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran fa parte dei sacrifici di questa coraggiosa nazione, che si sono manifestati in questa era di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana, e questi martiri rafforzeranno le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica per gli anni a venire all'interno delle forze armate".

Media Israele, "Katz conferma l'uccisione di Larijani"
Il media israeliano Ynet ha avuto la conferma dal ministro della Difesa Israel Katz che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell'attacco notturno dell'Idf a Teheran. Larijani era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica. È inoltre ritenuto ampiamente responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.
Media, negoziatore Netanyahu ammette colloqui con governo libanese
L'ex ministro e negoziatore israeliano Ron Dermer ha ammesso con Ynet per la prima volta di essere tornato a lavorare per Benjamin Netanyahu e di essere stato incaricato di condurre i negoziati con il governo libanese. "Mi ha chiesto di intervenire", ha dichiarato l'ex ministro, che si era ritirato dalla vita pubblica in novembre dopo i negoziati per l'accordo di pace a Gaza. Dermer ha raccontato di aver iniziato a "fare progressi con il Libano" verso un accordo politico: "È possibile parlare di un potenziale accordo di pace ma affinché un'intesa venga attuata Hezbollah dovrà essere disarmato. Non sacrificheremo la nostra sicurezza"
Idf, ucciso in Iran il capo dei Basij Gholamreza Soleimani
"L'aeronautica Militare israeliana, agendo sulla base delle informazioni di intelligence ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che da sei anni operava come comandante dell'unità Basij, le forze che fanno parte dell'apparato armato del regime iraniano". Lo comunica l'Idf aggiungendo che durante le proteste interne in Iran, in particolare nei periodi più recenti in cui le manifestazioni si sono intensificate, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione.
Idf, raid contro Larijani: non chiaro se ucciso o ferito
Raid israeliano nella notte contro Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza iraniano. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane, secondo cui al momento non è chiaro se Larijani sia rimasto ucciso o ferito.
Il capo di Stato maggiore israeliano, generale Eyal Zamir, senza citare esplicitamente di Larijani, ha detto: "Durante la notte sono stati registrati anche risultati significativi in termini di eliminazioni, che potrebbero influire sui risultati della campagna e sulle missioni delle Idf". "Questo in aggiunta alle eliminazioni condotte negli ultimi giorni in Iran contro elementi esterni, anche legati al campo palestinese", ha affermato Zamir. Il riferimento è a un raid che ha preso di mira un leader della Jihad islamica palestinese, Akram al-Ajouri, ed altri esponenti di vertice del gruppo, nella Repubblica islamica, secondo quanto riferito da fonti palestinesi.
Salvini su Hormuz: "Usa non ci hanno coinvolto, Italia fa i propri interessi"
"Trump chiede aiuto sullo stretto di Hormuz? È giusto fare gli interessi nazionali. Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra, ci ha avvisato a cose fatte. Spero che Usa e Israele, quando hanno scatenato" questo conflitto "hanno esaminato tutto" quello ne sarebbe conseguito. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Rtl 102.5. "Non è una nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia o contro l'Iran", ha aggiunto, "mandare navi da guerra in zona di guerra significherebbe avvicinarsi al terzo conflitto mondiale. Quindi, bene la prudenza del governo".
Media, forti esplosioni a Teheran
Forti esplosioni sono state sentite a Teheran, capitale dell'Iran. Lo riporta Al Jazeera.
Washington Post: "Il regime resisterà e diventerà più intransigente"
Il regime iraniano probabilmente resterà al potere, nonostante settimane di attacchi da parte americana e israeliana. E ci resterà potenzialmente "più intransigente", sebbene "indebolito", con i Guardiani della rivoluzione islamica, i Pasdaran, che assumeranno un controllo maggiore sul Paese. Lo scrive il Washington Post, citando valutazioni dell'intelligence statunitense. Funzionari e analisti occidentali esperti di Iran affermano infatti di vedere poche prospettive a breve termine di un "cambio di regime" che ponga fine alla Repubblica islamica, in carica da 47 anni, e porti a un governo più democratico. Secondo due funzionari citati dal Washington Post a condizione di anonimato, le analisi dell'intelligence statunitense prevedono che il regime iraniano rimarrà intatto e forse addirittura rafforzato, convinto di aver tenuto testa al presidente americano Donald Trump e di essere sopravvissuto. Nel frattempo, gli alleati arabi degli Stati Uniti nel Golfo Persico sono "arrabbiati e allarmati" con l'Amministrazione Trump per essere bersaglio di attacchi di rappresaglia con missili e droni iraniani.
Un funzionario europeo ha affermato che lo scenario postbellico più probabile è un "regime residuo delle Guardie Rivoluzionarie" a Teheran, che sarà "indebolito", ma manterrà alcune capacità nucleari e missilistiche, nonché il sostegno di gruppi alleati regionali. Una fonte ben informata ha spiegato che Trump ha ricevuto "briefing molto allarmanti" dall'intelligence statunitense e gli è stata comunicata la probabilità di un rafforzamento del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche prima che desse il via libera all'intervento militare congiunto con Israele. "Non era solo prevedibile - hanno dettole fonti - Era stato previsto. Gli era stato detto in anticipo". Con effetti negativi tra gli alleati degli Usa nel Golfo. "Hanno iniziato questa guerra per Israele e poi ci hanno lasciato ad affrontare gli attacchi da soli", ha affermato un alto funzionario arabo del Golfo riferendosi agli americani. Prima dello scoppio del conflitto, ha aggiunto, i funzionari dell'amministrazione Trump avevano assicurato agli alleati che qualsiasi scontro militare sarebbe stato rapido, ma ora è chiaro che l'Iran vuole prolungare il conflitto per infliggere sofferenze ai paesi vicini.
Pasdaran, arrestati 10 stranieri accusati di spionaggio
In Iran, "dieci stranieri", accusati di raccogliere informazioni su siti sensibili e di preparare operazioni sul campo, sono stati arrestati dai servizi segreti del corpo delle Guardie della rivoluzione islamica. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim.
Macron convoca nuova riunione Consiglio difesa
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per questo pomeriggio una nuova riunione, dopo quella che si è tenuta il 10 marzo, del Consiglio di difesa e sicurezza nazionale "sulla situazione in Iran e in Medio Oriente". Lo annuncia l'Eliseo, come riporta Le Parisien. La nuova riunione del Consiglio di Difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza, si svolge mentre Donald Trump esercita pressioni sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di assistenza per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Esplosioni a Dubai e Doha dopo l'allerta missili
Tre esplosioni hanno riecheggiato a Dubai dopo un allarme missilistico nelle prime ore di oggi. Lo ha constatato un corrispondente dell'AFP. Le esplosioni sono seguite a un avviso sui telefoni cellulari rivolto ai residenti, che li invitava a "cercare immediatamente un luogo sicuro" a causa di "potenziali minacce missilistiche". Numerose deflagrazioni sono state udite anche a Doha. Il Qatar, come diverse nazioni del Golfo, è stato preso di mira da droni e missili negli ultimi giorni, mentre Teheran intensifica la sua campagna di rappresaglia per gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.
L'Iran tratta con la FIFA per spostare le partite dei Mondiali dagli Usa in Messico
La federazione calcistica iraniana sta trattando con la FIFA per spostare le partite del primo turno dei Mondiali di calcio dagli Stati Uniti al Messico a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato lunedì l'ambasciata iraniana in Messico. "Poiché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza della Nazionale iraniana, certamente non andremo in America", ha dichiarato il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj in un comunicato pubblicato sull'account X dell'ambasciata. "Stiamo attualmente negoziando con la FIFA - ha aggiunto - affinché le partite dell'Iran ai Mondiali si svolgano in Messico".
Aerei israeliani bombardano tre quartieri di Beirut
Tre quartieri di Beirut sono stati bombardati, secondo quanto riportano i media libanesi, poco dopo che Israele ha annunciato attacchi contro Hezbollah, nella capitale libanese, e su Teheran. Aerei israeliani hanno bombardato i quartieri di Kafaat e Haret Hreik, nella periferia meridionale della capitale, e un raid ha colpito un appartamento ai piani superiori di un edificio residenziale a Doha Aramoun, nella stessa zona. "Una serie di raid e bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira le città meridionali all'alba", ha riportato l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese.
Idf, ondata di attacchi a Teheran e a Beirut
L'Idf ha annunciato in questi minuti di aver lanciato un'ampia ondata di attacchi contro obiettivi terroristici a Teheran e simultaneamente a Beirut contro infrastrutture di Hezbollah. "L'aviazione israeliana ha avviato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro infrastrutture del regime iraniano a Teheran e, in contemporanea, contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
Attacco con droni e razzi contro l'ambasciata Usa a Baghdad
L'ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi, dopo che un attacco simile era avvenuto poche ore prima. Lo ha riferito un funzionario della sicurezza. La difesa aerea, secondo quanto riporta un giornalista dell'AFP, ha intercettato un primo vettore mentre il secondo - si tratterebbe di un drone - ha colpito la sede diplomatica provocando una esplosione. Dall'ambasciata si è levata una colonna di fumo nero.