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Spunta un “figlio adottivo segreto" di Raffaella Carrà: è il suo segretario Gian Luca Pelloni Bulzoni, ora anche erede unico

La notizia emerge dalle carte di una causa giudiziaria e potrebbe gettare nuova luce sulla vita privata dell'artista: si tratta di un figlio adottivo rimasto finora lontano dai riflettori, che ora diventerebbe il suo unico erede

Spunta un “figlio adottivo segreto" di Raffaella Carrà: è il suo segretario Gian Luca Pelloni Bulzoni, ora anche erede unico
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Una rivelazione inattesa riporta al centro dell’attenzione la vita privata di Raffaella Carrà, una delle artiste più amate della televisione italiana. Dalle carte di un procedimento giudiziario emerso nelle ultime settimane si scopre infatti che la showgirl avrebbe avuto un figlio adottivo rimasto finora sconosciuto al pubblico. Si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, per anni segretario personale e manager della Carrà, oggi indicato come erede unico dell’immenso patrimonio artistico e dei diritti legati all’immagine e alle opere dell’artista. La notizia non è emersa da una dichiarazione ufficiale o da un testamento reso pubblico, ma all’interno di un contenzioso legale che ha portato alla luce dettagli finora rimasti riservati sulla vita della star, scomparsa il 5 luglio 2021.

Chi è Gian Luca Pelloni Bulzoni

Secondo quanto riportato negli atti giudiziari, Gian Luca Pelloni Bulzoni è nato a Ferrara nel 1964 e vive a Roma, dove dirige la casa editrice musicale Arcoiris Edizioni Musicali, di cui è titolare. Per anni è stato uno dei collaboratori più stretti di Raffaella Carrà. Non solo un manager o un assistente, ma una figura di fiducia che faceva parte della cerchia più ristretta delle persone a lei vicine. La Carrà era notoriamente molto riservata riguardo alla sua vita privata. Nel corso della sua carriera aveva sempre cercato di mantenere una netta separazione tra la dimensione pubblica, dominata dal successo televisivo e musicale, e quella personale. Proprio questa discrezione spiega perché l’adozione non fosse mai stata resa pubblica. Solo ora, attraverso documenti processuali, emerge che il rapporto tra l’artista e il suo collaboratore era talmente stretto da portarla a compiere questo passo, rendendolo di fatto il suo figlio adottivo e l’erede legittimo del patrimonio artistico.

La causa sul musical “Ballo ballo”

La vicenda è venuta alla luce nell’ambito di una causa davanti al Tribunale di Roma legata al musical teatrale Ballo ballo, realizzato da una società spagnola dopo l’uscita dell’omonimo film del 2020 ispirato alle canzoni della Carrà. Pelloni Bulzoni aveva presentato un ricorso chiedendo al tribunale di bloccare la realizzazione, la distribuzione e la rappresentazione dello spettacolo teatrale, sostenendo che fosse stato prodotto senza il suo consenso. Nella richiesta depositata in tribunale l’uomo si è qualificato come erede dell’artista e titolare dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome, sia quello reale sia quello d’arte , oltre che dei diritti morali e di utilizzazione delle opere dell’ingegno della Carrà. proprio questa qualificazione giuridica ad aver fatto emergere l’elemento finora sconosciuto: l’adozione e il ruolo di erede.

La decisione del tribunale

La richiesta di bloccare lo spettacolo non è stata accolta. La giudice Laura Centofanti, del tribunale romano, ha infatti respinto l’istanza di inibitoria. La motivazione è soprattutto pratica: le rappresentazioni teatrali del musical si sono già concluse e non risultano al momento nuove repliche in programma. In totale, secondo quanto indicato negli atti, gli spettacoli sarebbero stati 36. Questo significa che, almeno per ora, non esiste un’attività da sospendere. Se l’erede riterrà di aver subito un danno, potrà eventualmente proseguire l’azione giudiziaria in un processo di merito, chiedendo un eventuale risarcimento.

Il nodo degli accordi

Tra i motivi della contestazione sollevata dall’erede c’è anche un aspetto particolare legato alla promozione dello spettacolo teatrale. Secondo quanto riportato nel provvedimento, l’associazione del musical alla vendita dei biglietti con un omaggio per il pubblico, patatine e Coca Cola, avrebbe rappresentato un elemento ritenuto offensivo per la memoria dell’artista. Negli atti si legge infatti che questa modalità promozionale avrebbe potuto "offendere gravemente la memoria" della Carrà. Tuttavia, sempre dai documenti processuali emergerebbe anche un altro elemento: Pelloni Bulzoni sarebbe stato informato dell’esistenza del tour teatrale successivo al film e avrebbe persino firmato alcuni accordi relativi al progetto.Si tratta di questioni che, eventualmente, dovranno essere chiarite nel corso del processo di merito.

L’eredità della Carrà

La rivelazione dell’adozione chiarisce anche la questione dell’eredità dell’artista. Raffaella Carrà non ha mai avuto figli naturali e, secondo quanto emerge ora, il figlio adottivo risulterebbe l’unico erede diretto. Nella famiglia dell’artista ci sono però anche i nipoti Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Renzo, morto prematuramente a 56 anni. La Carrà era molto legata sia al fratello sia ai nipoti, e non è escluso che possano essere stati definiti accordi o disposizioni quando l’artista era ancora in vita. Su questo punto, tuttavia, non sono emersi ulteriori dettagli pubblici.

Il mistero della vita privata

Nonostante questa rivelazione, resta ancora molto riserbo attorno alla dimensione privata della Carrà. Per tutta la vita la showgirl ha mantenuto un controllo rigoroso su ciò che riguardava la sua sfera personale. Anche la malattia che l’ha portata alla morte, il 5 luglio 2021, era rimasta sconosciuta al grande pubblico fino agli ultimi momenti. Una scelta coerente con la sua idea di discrezione: la Carrà ha sempre preferito che a parlare fosse il suo lavoro, la televisione, la musica, lo spettacolo, piuttosto che la sua vita privata.

I legali coinvolti

Nel procedimento giudiziario, Gian Luca Pelloni Bulzoni è assistito dall’avvocata Barbara Giaquinto, mentre la società spagnola coinvolta nel progetto del musical è rappresentata dall’avvocata Rossella Bertipaglia. Al momento non sono arrivati commenti ufficiali da parte dei legali. Se la vicenda proseguirà in tribunale lo si saprà nelle prossime settimane, quando sarà chiaro se la questione verrà portata avanti con un processo nel merito.

Nel frattempo, una cosa è certa: dalle carte della causa è emerso un tassello finora sconosciuto della vita di Raffaella Carrà, che aggiunge un nuovo elemento alla storia personale di una delle icone più amate dello spettacolo italiano.

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